di Dario Di Santo
Con questo articolo a firma del direttore FIRE auguriamo un felice Natale ed un sereno anno nuovo.
Di Santo inizia così “Mi è sempre piaciuta questa canzone cantata da Nino Manfredi. «Basta ‘a salute e un par de scarpe nove e poi girà tutto er monno, e m’accompagno da me». Facciamo due passi, allora, con la colonna sonora giusta per tenere lontane le sirene.”
__________________________________________________________________________________________
Mi è sempre piaciuta questa canzone cantata da Nino Manfredi. «Basta ‘a salute e un par de scarpe nove e poi girà tutto er monno, e m’accompagno da me». Facciamo due passi, allora, con la colonna sonora giusta per tenere lontane le sirene.
Mi riferisco alle mitologiche e pericolosissime creature ammaliatrici che continuano ad attrarci verso lidi dolorosi. Ad esempio, quelle che ci distolgono dal fare qualcosa di utile e produttivo ora, portandoci su discussioni sterili e rabbiose su quello che, forse, avremo in futuro. O che ci fanno passare il tempo a condividere opinioni basate sul nulla, invece di attenerci a quanto basato su fatti e analisi scientifiche consolidate. Lasciamo quindi da parte il nucleare e le promesse futuriste, almeno per ora, e pensiamo a cosa potremo fare l’anno prossimo con quello che abbiamo a disposizione.
Partiamo da una considerazione: in Italia il prezzo dell’energia è in rialzo. Anni di discussioni su come cambiare le regole di mercato per sfruttare l’ampia quota di rinnovabili che abbiamo a disposizione non sono stati sufficienti per approdare a un risultato. Rinnovabili che da una parte promuoviamo (e.g. energy release, FER X, Cacer, etc.) e dall’altra freniamo limitando le aree idonee con poca razionalità e con procedimenti di connessione molto lenti. Risultato pratico: realizziamo meno di quanto potremmo e paghiamo tanto. Tutto perché manca una visione politica chiara della transizione energetica.
Però, nonostante tutto, grazie anche alle semplificazioni introdotte nel tempo, almeno oggi è più semplice realizzare impianti presso le imprese e le famiglie, con molteplici formule (investimenti diretti per autoconsumo in loco, noleggio, EPC, PPA, CER, etc.). Quindi cerchiamo di approfittarne (tra l’altro segnalo la guida FIRE in collaborazione con BIPsul tema dell’energy release).
E visto che il futuro non è particolarmente roseo sul fronte dei costi, appare furbo investire in efficienza energetica. Usare meglio l’energia riduce l’esposizione ai rischi e ai costi degli approvvigionamenti, diminuisce l’entità degli investimenti sui propri impianti e sulle reti, limita la potenza termoelettrica da tenere a disposizione per garantire la stabilità del sistema elettrico, è essenziale per decarbonizzare l’economia e porta numerosi benefici ai consumatori e alla società.
Sebbene sia più complicato che installare nuova potenza da rinnovabili (o da altre fonti) è essenziale fare efficienza energetica. Abbiamo per fortuna soggetti e strumenti in grado di aiutarci a superare la complessità e le barriere. Fra i primi è giusto menzionare gli energy manager, gli EGE e le ESCO. Fra i secondi la contabilità energetica (ricordo la guida FIRE-Assoege), le diagnosi energetiche, i sistemi di gestione dell’energia e monitoraggio e automazione.
Il momento è particolarmente propizio anche per la presenza di diversi strumenti di supporto: certificati bianchi (in fase di revisione), transizione 5.0 (a breve aggiornata con delle semplificazioni e un maggiore ruolo per ESCO ed EPC), conto termico (in fase di discussione con le regioni), PNRR, fondi messi a disposizione da enti e sistema camerale, etc.
Numerosi interventi, come dimostrano i rapporti delle diagnosi obbligatorie, sono molto convenienti. Altri, come la riqualificazione degli edifici, apparentemente meno, per quanto sia giusto evidenziare come spesso siano da considerare gli extra costi rispetto a una riqualificazione standard, non quelli totali. I molteplici benefici non economici conseguiti valgono inoltre quasi sempre l’investimento, che però è consistente e richiede supporto. Il mancato rinnovo dell’ecobonus e del sismabonus rischiano di produrre non pochi danni. Speriamo si possa porre rimedio a questo errore.
Ristrutturazione spinta degli edifici a parte, la buona notizia è che, anche se occorre investire, tendenzialmente le risorse si trovano, fra incentivi, fondi di terzi e mezzi propri. Dobbiamo darci da fare: non potremo realizzare tutto, ma abbiamo l’opportunità di fare molto. L’ignavia ci condannerebbe all’impoverimento e dobbiamo essere consapevoli che ben difficilmente il governo potrà mettere in piazza i bonus visti in occasione della crisi del 2022-2023. Mettiamo quindi a frutto i talenti che ci sono stati affidati, che è meglio e ci renderà molto più soddisfatti e sereni. Si può fare!
«Tanto pe’ canta’, perché me sento ‘n friccico ner core, tanto pe’ sogna’, perché ner petto me ce naschi ‘n fiore». Buon Natale!











