Dal PNIEC alla Transizione energetica, passando per le aziende e la rivalutazione del prodotto

intervista a Dario Di Santo

La transizione energetica ha senza dubbio un costo elevato, motivo per cui occorre realizzarla con intelligenza e realismo, cercando di usare le risorse disponibili in modo efficace. Questo comporta sfruttare tutte le opzioni che abbiamo a disposizione, come scritto sopra, mettendo in campo politiche di supporto sostenibili in termini di costo efficacia, privilegiando le soluzioni con un impatto in termini di riduzione delle emissioni per spesa sostenuta maggiore“. Questo un tratto dell’intervista a Dario Di Santo, pubblicata sul nuovo numero di Gestione Energia

Leggi l’intervista integrale

 

Energy manager: nomina, ruolo, risorse

Siamo in tempo di nomina! Per ricordare che entro il 30 aprile bisogna comunicare alla FIRE il professionista scelto per rivestire questo ruolo, segnaliamo gli atti del workshop Energy manager: nomina, ruolo, risorse. 

L’energy manager è una figura fondamentale nel processo di transizione energetica. Le sue competenze mettono insieme i temi energetici e quelli legati alla riduzione delle emissioni di gas serra, garantendo la gestione ottimale dell’energia e l’impiego di fonti rinnovabili e si soluzioni per la decarbonizzazione delle attività di imprese ed enti.

Vai agli atti

Si ricorda che l’11 aprile si terrà il workshop ad accesso gratuito Piattaforma NEMO: istruzioni e confronto sulla nomina dell’energy manager

Audizioni PNIEC: le proposte di FIRE

Proponiamo il video dell’intervento di Dario Di Santo, direttore FIRE, che ha partecipato alle audizioni informali sul PNIEC delle Commissioni VIII e X della Camera dei Deputati

Il documento FIRE contiene una serie di proposte che la Federazione ritiene fondamentali per la strategia nazionale al 2050, di cui il PNIEC dovrebbe rappresentare la prima attuazione. Si dovrebbe, tra l’altro, prevedere azioni mirate al miglioramento dei comportamenti, supportare l’innovazione nei processi industriali e nelle filiere, garantire che tutte le politiche promuovano la riduzione della domanda di energia. Le proposte riguardano anche la figura dell’energy manager.

Vai al documento Osservazioni FIRE in occasione delle audizioni informali sul PNIEC delle Commissioni VIII e X della Camera dei Deputati

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EPC, dalla UNI CEI EN 17669:2023 alla Transizione 5.0

di Jacopo Romiti

La norma UNI CEI EN 17669 definisce gli EPC come una forma contrattuale di un servizio di miglioramento dell’efficienza energetica con garanzia di risultato in cui viene gestita tutta la catena del valore e della fornitura da parte del fornitore di servizi. L’arrivo del nuovo piano nazionale Transizione 5.0 (tramite il DL 2 marzo 2024 n.19) potrà fungere da volano per lo sviluppo degli EPC.

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Misurare il risparmio energetico

di Daniele Forni

In questo periodo riscontriamo un forte interesse verso la M&V dovuto alle novità annunciate del credito d’imposta Transizione5.0 (art. 38 del D.L. 2/3/2024 n. 19): da una parte si dovranno rispettare le soglie minime di risparmio da valutare con gli opportuni aggiustamenti e prendendo come baseline l’esercizio precedente o, per le imprese di nuova costituzione, uno scenario controfattuale. Dall’altra parte la misura prevede tra gli investimenti agevolabili anche i sistemi di monitoraggio dell’energia o sistemi che introducono meccanismi di efficienza energetica. Pertanto, abbiamo dedicato l’articolo di apertura della newsletter FIRE proprio alla M&V. L’autore è Daniele Forni, esperto della materia a 360° e docente dei corsi IPMVP

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Avviare progetti di efficienza energetica è difficile? L’aiuto viene da ELENA

Louise White, Coordinatrice del programma ELENA – Banca europea per gli investimenti

Stefano Capuzzi, Ingenere – Divisione Energy Efficiency & Energy Advisory – Banca europea per gli investimenti

ELENA (acronimo di European Local ENergy Assistance) è un programma congiunto tra BEI (Banca europea per gli investimenti) e Commissione Europea, che dal 2009 svolge un ruolo chiave nell’accelerare il ritmo e la portata degli investimenti sostenibili in tutta l’Unione Europea.

Ad oggi, grazie al Programma sono stati finanziati 166 progetti in tutta l’UE, con contributi totali di 295 milioni di euro, ed è stata supportata la preparazione di progetti dal valore complessivo di oltre 9,5 miliardi di investimenti. L’articolo riporta due casi applicativi di ELENA.

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L’evoluzione del ruolo dell’Energy Manager in Italia

di Cesare Negro

L’Energy Efficiency First è un principio fondante della politica energetica dell’UE. Significa che l’efficienza energetica deve essere presa in considerazione dai Paesi dell’UE in tutte le decisioni politiche e di investimento prese nei settori energetici e non energetici.

Dal 1991 c’è una figura in Italia, voluta per legge, che è una opportunità per l’efficienza energetica: l‘energy manager. Ha il compito di gestire ciò che riguarda l’energia all’interno di un’azienda, un ente pubblico, o più in generale una struttura, verificando i consumi, ottimizzandoli e promuovendo interventi mirati all’efficienza energetica e all’uso di fonti rinnovabili.  FIRE ne gestisce le nomine, su incarico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ed annualmente stila un rapporto evidenziando le evoluzioni della figura sotto diversi punti di vista. L’ultima indagine della Federazione, presentata nei giorni scorsi, ha permesso di scattare una fotografia del profilo, delle attività, delle percezioni e delle aspettative degli energy manager per comprendere il livello di maturità di questa figura e individuarne esigenze ed opportunità di evoluzione. Si tratta di una fotografia che FIRE realizza usualmente ogni cinque anni per cogliere i cambiamenti del ruolo dell’energy manager, anticipata quest’anno per meglio verificare l’impatto successivo della pandemia e della crisi dei prezzi energetici, per cui la confronteremo con quella 2020.

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