Stefano Gironi | Energy Manager, Università Bocconi

Come si trasforma un campus universitario in un modello di efficienza energetica? L’Università Bocconi racconta il proprio percorso di riqualificazione, avviato nel 2021, attraverso interventi che integrano fotovoltaico, pompe di calore, illuminazione LED e sistemi intelligenti di monitoraggio dei consumi. Un progetto che punta a ridurre consumi, costi ed emissioni, valorizzando il ruolo dell’Energy Manager e della gestione integrata dell’energia. Nell’articolo di Stefano Gironi, risultati concreti e soluzioni che dimostrano come l’efficienza energetica possa diventare parte integrante della strategia di un’organizzazione.


La nuova Direttiva europea sull’efficienza energetica (EED 2023/1791) introduce importanti novità per le imprese, spostando l’attenzione sulle soglie di consumo energetico e rafforzando il ruolo delle diagnosi energetiche e dei sistemi di gestione dell’energia.
Il costo dell’elettricità resta uno dei nodi centrali per la competitività del sistema italiano. La crescita delle fonti rinnovabili apre nuove prospettive, ma pone anche questioni decisive legate ad accumuli, reti e capacità di realizzare nuovi impianti. I dati richiamati da Terna e i meccanismi messi in campo attraverso il GSE, dall’Energy Release al FER X, mostrano le opportunità ma anche le criticità di questa fase. La sfida è fare in modo che una maggiore produzione rinnovabile possa tradursi concretamente in energia più competitiva per imprese e consumatori.
Negli ultimi anni i bandi regionali a sostegno dell’efficienza energetica hanno mostrato una partecipazione spesso inferiore rispetto a quelli destinati alle fonti rinnovabili. La questione non riguarda una singola area geografica, ma riflette problematiche diffuse che meritano attenzione per orientare le future politiche di incentivazione. Del resto, problemi simili si sono verificati in passato anche per diversi incentivi destinati alle PMI.
Come rendere la decarbonizzazione un’opportunità di sviluppo e non un costo per le imprese? È questa la domanda al centro dell’intervento di Diego Moretti – avvenuto in occasione della presentazione del
Che ruolo ha la flessibilità nella transizione energetica. In questa presentazione, illustrata in occasione della Conferenza organizzata da FIRE sulla tematica, Yasaman Meshenchinezhad descrive i risultati dell’indagine FIRE sulla flessibilità energetica, analizzando il grado di adozione delle principali soluzioni tecnologiche e gestionali, le barriere che ne ostacolano lo sviluppo e le opportunità offerte da una gestione più dinamica dei consumi energetici. Un approfondimento che evidenzia il ruolo della flessibilità come strumento per aumentare l’efficienza, integrare le fonti rinnovabili e rendere il sistema energetico più resiliente.
“In ventisei anni di lavoro nel settore ritengo che il sistema di governo del Paese sia peggiorato: leggi più complesse e nidificate, provvedimenti in contrasto e minore chiarezza sugli obiettivi strategici. Ad esempio, da un lato abbiamo obiettivi ambiziosi sulle rinnovabili, incentivi, semplificazioni di alcuni processi, dall’altro ritardi e conflitti sulle aree idonee, enti locali e soprintendenze che praticano approcci totalmente differenti in parti diverse d’Italia, connessioni gestite in modo non efficace, etc., il tutto condito da un dibattito politico in cui le rinnovabili sono fondamentali un giorno e insignificanti quello successivo. Il risultato è che si cresce meno del previsto e a costi decisamente più alti per il singolo e per il sistema, non si conseguono i benefici possibili in termini di costo dell’energia e di sicurezza energetica e gli investitori non sanno dove mettere i soldi.” L’analisi di Dario Di Santo








