I consumi energetici degli edifici e l’uso dei dati disponibili

di Giuseppe Tomassetti

Nel numero di dicembre scorso della rivista FIRE,  un articolo del dottor Panvini presenta il rapporto 2024 ENEA-CTI sulla certificazione energetica degli edifici. Gli APE, attestati di prestazione energetica previsti da una specifica normativa, valutano, attestandoli, i consumi degli edifici in condizioni astratte di riferimento sia per il clima che per le modalità di impiego; essi sono uno strumento per monitorare l’evoluzione del parco degli edifici e impostare le politiche nel settore.
Non è prevista una norma parallela sulla valutazione dei dati di consumo effettivo, dati disponibili attualmente in modo disaggregato per l’elettricità per tutti gli edifici, mentre per il calore sono disponibili effettuato anni fa, solo nelle reti di teleriscaldamento, generalmente dotate di conta calorie all’utenza collegati on line alla centrale, con funzioni di monitoraggio e di fatturazione. Il monitoraggio on line si presta a valutare sia gli interventi di miglioramento tecnologico che le modifiche di comportamento degli occupanti.

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Come esempio delle valutazioni possibili si riportano i risultati di uno studio di anni fa, finanziato dalla Ricerca sul Settore Elettrico per valutare l’effetto della introduzione delle valvole termostatiche negli edifici residenziali; sono stati usati i dati della rete TCVVV di Tirano. Si vogliono valutare sia i dati globali dell’intera rete sia i dati di alcuni edifici nei quali si sapeva che erano state installate le valvole termostatiche.
I dati delle reti di teleriscaldamento già a regime mostrano una continua diminuzione delle forniture agli utenti; le possibili motivazioni sono molte, partendo dalla transizione climatica, passando per gli incrementi manutentivi, quali le valvole termostatiche, fino a qualche stufa a pellet nel soggiorno per risparmiare sulle bollette e perché il fuoco fa compagnia.
Si parte dal dato del fatturato all’utenza, lo si depura dai consumi per l’acqua sanitaria, poi si passa
ai gradi giorno misurati nella stagione ed al volume di edifici allacciati. È così possibile produrre il dato del consumo specifico: Wh/GG/m3 ossia Wh per grado giorno per metro cubo. Quasi miracolosamente dalla congerie di dati continuamente variati si passa ad un indicatore che evolve in modo regolare, da 5,76 per la stagione 2015/201, si passa per la stagioni successiva a 5.63, poi a 5,53 per finir a 5,39 per la stagione 2018/2019; si viene così ad evidenziare un effetto integrato fra interventi di ristrutturazione e modifiche della domanda degli utenti che, le quattro stagioni considerate, riduce i consumi, a parità di clima, di quasi il 2% all’anno.
L’analisi dei dati relativi ad un campione di edifici che avevano installato le valvole termostatiche ha utilizzato in modo integrato i dati dei singoli edifici e i dati dell’intera rete; l’analisi ha mostrato risultati piuttosto dispersi. Alcuni edifici hanno mostrato miglioramenti strutturali nella loro firma energetica fino al 14%, altri valori più modesti ed infine alcuni nessun miglioramento. Approfondimenti sul territorio hanno rilevato che in alcuni degli edifici di successo era stata attivato un riesame generale di tutti i set point e delle regolazioni, eliminando i punti critici.
I risultati di questo progetto indicano da una parte la grande potenza dei dati raccolti per rilevare qualità e inefficienze dei progetti, dall’altra ricordano che non basta la mera presenza dei sensori e degli strumenti se manca una attenta attività di gestione degli stessi.

Per saperne di più RdS/PAR2014/081

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