Se energia e solidarietà si incontrano: barriere e opportunità delle CERS e il ruolo degli EGE

di Jacopo Romiti

La CERS “A otto minuti dal Sole” riunisce 23 famiglie, due attività commerciali e un centro di accoglienza per mamme e bambini in difficoltà gestito dalla Caritas, tutte concentrate in un’area di circa quattro chilometri quadrati, nel territorio di un’ex borgata alla periferia di Roma, Tor Fiscale, un’area urbanistica con l’indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) tra i più alti della città.  L’ideatore e regista di questo progetto è l’ing. Alessandro Mengoli, EGE certificato con SECEM, l’organismo di FIRE che si occupa della certificazione delle competenze degli Esperti in Gestione dell’Energia.

________________________________________________________________________________________

Da ormai diversi anni si sente parlare di autoconsumo diffuso e di comunità di energia rinnovabile (CER), temi che continuano a suscitare interesse fra gli addetti ai lavori così come nel pubblico non specializzato. Le difficoltà nel trasformare le buone intenzioni e la forza di volontà di professionisti, enti locali, PMI, associazioni e semplici cittadini in progetti concretamente realizzati sono note: esistono problematiche di natura tecnica, giuridica, economica e sociale che vanno giustamente rimarcate e analizzate per poter sperare di risolverle o almeno di contenerne gli impatti.

Allo stesso modo, è senz’altro utile porre in evidenza quelle realtà virtuose che in questi anni non si sono lasciate abbattere dai venti contrari e hanno continuato ostinatamente il loro percorso. È il caso della Comunità di Energia Rinnovabile e Solidale (CERS) “A otto minuti dal Sole”, costituita nel settembre del 2023 a Roma, tra le prime della Capitale. Stiamo parlando di una delle tante CER costituite ma non ancora operative oggi esistenti in Italia, il cui passaggio alla piena attività è impedito da pastoie burocratiche, difficoltà tecniche, mancanza di fiducia e assenza di strumenti di finanziamento dedicati.

L’ideatore e regista di questo progetto è l’ing. Alessandro Mengoli, EGE certificato con SECEM, l’organismo di FIRE che si occupa della certificazione delle competenze degli Esperti in Gestione dell’Energia. L’idea alla base dell’iniziativa è coinvolgere le famiglie e le piccole realtà imprenditoriali del quartiere in un percorso di inclusione finalizzato tanto a risparmiare sulla bolletta elettrica quanto a cementare il senso di comunità.

La CERS “A otto minuti dal Sole” riunisce 23 famiglie, due attività commerciali e un centro di accoglienza per mamme e bambini in difficoltà gestito dalla Caritas, tutte concentrate in un’area di circa quattro chilometri quadrati, nel territorio di un’ex borgata alla periferia di Roma, Tor Fiscale, un’area urbanistica con l’indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) tra i più alti della città. Già nella fase iniziale, la comunità nacque con una marcata connotazione mutualistica, grazie alla presenza attiva nel territorio di un’associazione di volontariato che ha svolto la funzione di aggregatore dei soggetti e colto l’opportunità di un bando della Regione Lazio per il finanziamento dello studio di fattibilità.

La forma giuridica scelta per costituire la CERS è stata quella dell’associazione non riconosciuta iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), una scelta coerente con gli scopi solidaristici della realtà. In considerazione dei vincoli archeologici, paesaggistici e naturalistici esistenti nell’area, che rendono difficoltosa la realizzazione di impianti, si è scelto di realizzare un impianto di comunità autofinanziato, da collocare su una superficie pubblica con totale immissione in rete. Poiché nelle associazioni gli associati danno il proprio contributo ed apporto, anche di natura economica, al solo fine di realizzare lo scopo associativo, l’associazione acquisisce le quote versate dai soci e diventa pienamente titolare e proprietaria dell’impianto. I soggetti che costituiscono la base associativa non possono essere considerati come proprietari quota parte del patrimonio e dei beni che l’associazione acquista. Questo non permette di beneficiare delle detrazioni fiscali per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico e la CERS è in tal modo privata di un supporto che faciliterebbe la realizzazione del progetto. Si tratta di una forte limitazione rispetto, ad esempio, al gruppo di auto-consumatori condominiale nel quale ciascun condomino è proprietario di una parte dell’impianto e, quindi, vi è la possibilità di beneficiare di detrazioni fiscali come l’Ecobonus.

L’esperienza della CERS “A otto minuti dal Sole” è significativa anche per l’attività pioneristica svolta all’interno del Coordinamento delle CERS di Roma e Lazio, da poco costituitosi come associazione di secondo livello, di concerto con l’Ufficio Clima di Roma Capitale nella messa a punto di un Regolamento per l’assegnazione di superfici pubbliche a Comunità energetiche rinnovabili costituite in forma di enti del terzo settore. Tale dispositivo normativo, presentato in Campidoglio lo scorso febbraio, abilita le CERS all’utilizzo dei tetti degli edifici comunali (scuole, uffici, palestre, piscine) per la realizzazione di impianti fotovoltaici senza obbligo per l’ente pubblico di avviare una procedura di gara, bensì tramite un processo di co-progettazione tra i municipi e le CERS proponenti. La CERS stessa potrà individuare la superficie e sollecitare il municipio ad avviare la manifestazione d’interesse. Inoltre, il Regolamento prevede una procedura semplificata per l’affidamento degli impianti fotovoltaici realizzati dall’amministrazione agli enti del terzo settore iscritti al RUNTS. che vogliano costituire CERS.

Ma se dal punto di vista procedurale la via pare essere tracciata, va affrontato il tema dell’accesso al credito per il finanziamento degli impianti. Tale problematica è emersa nel momento in cui la CERS è entrata in contatto con diverse istituzioni finanziarie, le quali hanno difficoltà a trattare con associazioni di recente costituzione, con autonomia patrimoniale imperfetta, e propongono prestiti personali ai singoli associati, chiedendo le relative garanzie.  Tale approccio risulta particolarmente limitante per una comunità che è nata con finalità sociali per il coinvolgimento di soggetti ad alta vulnerabilità economica, con forme di reddito precarie, in un contesto socialmente ed economicamente complesso come quello della periferia di una grande città.

Tuttavia, si prevede che la semplificazione delle procedure amministrativa possa suscitare l’interesse di alcuni istituti di credito nel cercare strumenti che favoriscano l’erogazione di prestiti alle CERS. In questo senso, il Coordinamento CERS di Roma e Lazio ha avviato una collaborazione con Banca Etica proprio per la definizione di strumenti ad hoc per le CERS.

Alla luce di ciò, è lecito chiedersi se abbia senso lasciare che le comunità di energia rinnovabile nate con scopi solidali debbano procurarsi il credito necessario per realizzare gli impianti dagli istituti privati piuttosto che beneficiare di incentivi specifici, soprattutto laddove non sia consentito l’accesso ai contributi PNRR, come nel caso di comunità di quartiere nelle grandi città. A questo scopo, si potrebbe ricorrere alle risorse inutilizzate del Fondo Nazionale Efficienza Energetica di Invitalia, equiparando le CER solidali alle Pubbliche Amministrazioni. Sarebbe un ottimo modo per spendere i soldi di un incentivo che, a novembre 2023, dopo quattro anni dalla sua istituzione, aveva utilizzato solo 2,8 milioni di euro sui 310 stanziati (fonte: Delibera n. 26/2023/CCC della Corte dei Conti)

La storia della CERS “A otto minuti dal Sole” è la storia di tante CER che nel nostro Paese già esistono ma che al momento sono alle prese con uno o più dei problemi elencati (si può trovare una mappa delle stesse sul sito https://geoportale.rse-web.it/#/viewer/openlayers/769 curato da RSE). Se il sistema-Paese crede davvero nello sviluppo delle comunità di energia rinnovabile, occorre partire da situazioni come queste e dalla comprensione delle difficoltà che affrontano per cercare di risolverle e tramutare i progetti potenziali in realtà concrete. Gli strumenti in parte già esistono, occorre solamente usarli nel modo giusto. Al tempo stesso va sgombrato il campo da ostacoli inutili, semplificando il più possibile le procedure per la costruzione dei nuovi impianti fotovoltaici a servizio delle CER e supportando le comunità nate con finalità di inclusione sociale, soprattutto nell’ottica di contrasto alla povertà energetica e di tutela dei soggetti vulnerabili.

In questo scenario, emerge con forza la figura dell’EGE come attivatore e abilitatore di processi critici per la transizione energetica, quali sono le comunità di energia rinnovabile. Come ogni anno, FIRE e SECEM celebreranno gli Esperti in Gestione dell’Energia, il loro lavoro e le loro preziose competenze nella X Conferenza Nazionale SECEMin programma oggi e domani a Rimini.

Aggiungi ai preferiti : permalink.

I commenti sono chiusi.