Misurare il risparmio energetico

di Daniele Forni

In questo periodo riscontriamo un forte interesse verso la M&V dovuto alle novità annunciate del credito d’imposta Transizione5.0 (art. 38 del D.L. 2/3/2024 n. 19): da una parte si dovranno rispettare le soglie minime di risparmio da valutare con gli opportuni aggiustamenti e prendendo come baseline l’esercizio precedente o, per le imprese di nuova costituzione, uno scenario controfattuale. Dall’altra parte la misura prevede tra gli investimenti agevolabili anche i sistemi di monitoraggio dell’energia o sistemi che introducono meccanismi di efficienza energetica. Pertanto, abbiamo dedicato l’articolo di apertura della newsletter FIRE proprio alla M&V. L’autore è Daniele Forni, esperto della materia a 360° e docente dei corsi IPMVP

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La misura e verifica (M&V) del risparmio energetico è un’attività più complessa della sola misura, raccolta e confronto nel tempo del consumo di energia.

Innanzitutto, precisiamo che con risparmio energetico si intende il miglioramento delle prestazioni energetiche e che la M&V è in realtà una serie di attività che comprende la pianificazione, raccolta e l’analisi di dati energetici e non energetici per valutare i miglioramenti prestazionali ex-post, realmente ottenuti dopo la realizzazione di una o più azioni di miglioramento dell’efficienza energetica (AMEE).

Quando si parla di M&V non ci si può sottrarre dal confrontarsi con il protocollo internazionale di misura e verifica delle prestazioni (IPMVP), una raccolta di buone pratiche organizzata e costantemente aggiornata che da 27 anni è il riferimento internazionale in materia.

L’IPMVP era nato per rendere l’efficienza energetica una classe di investimenti a sé stante, spesso legata a contratti con clausole prestazionali (EPC), ma si è mostrato uno strumento molto utile anche per la gestione dell’energia, formalizzata o meno in sistemi di gestione dell’energia certificati, e per meccanismi di supporto all’efficienza energetica e alla sostenibilità (es. la M&V è criterio premiante in alcuni CAM[1]). Nelle diagnosi energetiche le norme tecniche (EN 16247 e ISO 50002) richiedono espressamente di fornire indicazioni su come si farà la M&V delle opportunità evidenziate. Una M&V solida e trasparente migliora anche la finanziabilità dei progetti, approfondendo la valutazione e aggiungendo processi di assicurazione della qualità.

A tutto ciò si è aggiunto negli ultimi mesi un forte interesse alla M&V dovuto alle novità annunciate del credito d’imposta Transizione 5.0 (art. 38 del D.L. 2/3/2024 n. 19): da una parte si dovranno rispettare le soglie minime di risparmio da valutare con gli opportuni aggiustamenti e prendendo come baseline l’esercizio precedente o, per le imprese di nuova costituzione, uno scenario controfattuale.

Dall’altra parte Transizione 5.0 introduce tra gli investimenti agevolabili anche i sistemi di monitoraggio dell’energia o sistemi che introducono meccanismi di efficienza energetica. Sistemi che quindi permettono di memorizzare periodicamente i dati, analizzarli, elaborarli creando report, etc. e in alcuni casi di automatizzare la M&V.

Ricordiamo brevemente come interviene la Misura e Verifica. La M&V valuta la variazione delle prestazioni energetiche confrontando i dati del periodo di riferimento (prima della realizzazione della/e AMEE) con quelli del periodo di rendicontazione (dopo la realizzazione della/e AMEE), avendo cura di fare tale confronto a parità di fattori che influenzano il consumo (es. meteo, produzione, etc.). Si può svolgere in modi diversi a seconda dei casi: da una parte ci sono differenze per quanto riguarda il confine di quello che viene misurato e quindi tutto ciò che avviene a valle del contatore del distributore (ovvero un sito, un edificio, etc.), oppure andando a fare misure subito a monte di uno specifico componente/sistema. Dall’altra si può scegliere il periodo – ovvero i valori che i fattori che influenzano il consumo assumono nel periodo – in cui si va a fare la valutazione: periodo di rendicontazione, periodo di riferimento o un periodo terzo particolarmente significativo (es. anno meteorologico tipo per contratti di lungo periodo su edifici). L’approccio più diffuso è di utilizzare come riferimento il periodo di rendicontazione, ma ogni approccio ha pro e contro che vanno valutati caso per caso.

Per approfondire l’argomento il suggerimento è quello di scaricare l’IPMVP, ovvero il volume Concetti Base 2022 e la guida Statistica e incertezza, disponibili in italiano grazie a FIRE e scaricabili liberamente dopo essersi registrati gratuitamente (come “document access”) sul sito www.EVO-world.org

Ricordo che EVO è l’associazione no profit che gestisce e aggiorna il protocollo e che ha sviluppato vari corsi e due certificazioni sull’IPMVP, che FIRE offre in esclusiva in Italia.

Come Federazione, essendo training partner di EVO, organizziamo corsi formativi (indicati con le sigle L2, L3 ed L4 a seconda del grado di approfondimento) basati sul Protocollo Internazionale di Verifica e Misura delle Prestazioni (IPMVP).  Inoltre, c’è la possibilità di conseguire le certificazioni internazionali PMVA e PMVE che dimostrano la comprensione del protocollo e del suo utilizzo e la capacità di offrire consulenza professionale ai soggetti interessati all’M&V.

[1] Criteri Ambientali Minimi nell’ambito del Green Public Procurement

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