Sanità ed energia

di Dario Di Santo

L’analisi dei dati delle nomine degli energy manager tratti dal Rapporto sugli energy manager 2024 mostrano un’energia gestita dalle organizzazioni riconducibili alla sanità di 0,8 milioni di tonnellate di petrolio, circa il 1% del totale. I consumi energetici sono collegati per il 54% all’elettricità, per il 36% al gas naturale, per il 7% al teleriscaldamento e per il 2% al gasolio. Questa suddivisione è importante per comprendere il potenziale di riduzione delle emissioni di gas serra, conseguibile sia attraverso l’efficienza energetica e la produzione da rinnovabili, sia mediante un’ulteriore elettrificazione delle utenze per la climatizzazione invernale ed estiva.

In questo articolo l’ing. Di Santo evidenzia l’importanza di una gestione efficiente ed efficace dell’energia negli ospedali e nelle altre strutture afferenti alla sanità pubblica e privata, fornendo soluzioni per intervenire al meglio.

L’articolo è stato pubblicato sulla rivista di settore Panorama della Sanità

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La spesa sanitaria si è attestata a 131 miliardi di euro nel 2023, ossia il 6,3% del PIL. La parte dei costi riferiti all’energia non è nota per lo stesso anno, ma nel 2022, secondo i dati di Agenas, si era arrivati al record di 3,2 miliardi di euro, partendo da valori nell’ordine di 1,5 miliardi di euro degli anni precedenti, comunque rilevanti e superiori a un punto percentuale della spesa del settore. Il 50% circa di questa spesa è associata alle utenze elettriche e il 37% al riscaldamento, le due voci di spesa principali.

L’analisi dei dati delle nomine degli energy manager tratti dal Rapporto sugli energy manager 2024 mostrano un’energia gestita dalle organizzazioni riconducibili alla sanità di 0,8 milioni di tonnellate di petrolio, circa il 1% del totale. I consumi energetici sono collegati per il 54% all’elettricità, per il 36% al gas naturale, per il 7% al teleriscaldamento e per il 2% al gasolio. Questa suddivisione è importante per comprendere il potenziale di riduzione delle emissioni di gas serra, conseguibile sia attraverso l’efficienza energetica e la produzione da rinnovabili, sia mediante un’ulteriore elettrificazione delle utenze per la climatizzazione invernale ed estiva.

Questi dati testimoniano l’importanza di una gestione efficiente ed efficace dell’energia negli ospedali e nelle altre strutture afferenti alla sanità pubblica e privata. Le modalità per farlo, riferendosi alle strutture esistenti, possono essere riassunte nelle seguenti voci:

  • interventi di efficientamento energetico (sistemi di monitoraggio e automazione, riqualificazione dell’involucro edilizio e dell’impiantistica per la climatizzazione e la ventilazione, l’illuminazione, e le altre utenze energetiche);
  • generazione da fonti rinnovabili e cogenerazione;
  • ruolo dell’energy manager e sistema di gestione dell’energia;
  • politiche di acquisto di macchinari diagnostici e terapici che puntino a ridurre l’impronta carbonica ed energetica degli stessi nel ciclo di utilizzo.

Dal punto di vista tecnologico le soluzioni da adottare sono molteplici e possono consentire di conseguire risultati consistenti in merito alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni (per alcune strutture queste possono costituire un costo diretto sotto il meccanismo dell’emission trading, che verrà esteso nei prossimi anni al settore degli edifici in generale), oltreché della spesa corrente. Ed esistono numerosi casi studio di interventi realizzati negli anni da varie strutture, in particolare dagli ospedali, che sono i centri più energivori del settore.

C’è però molto da fare, sia con riferimento all’involucro edilizio, sia all’impiantistica e all’automazione, sia alla generazione di elettricità e calore con fonti rinnovabili e cogenerazione. I risultati migliori si otterrebbero con un piano di azione olistico ed armonico, teso a mettere insieme le diverse soluzioni disponibili in modo da raggiungere il risultato migliore in ottica di costo efficacia. Questo però raramente viene fatto. Più di frequente, infatti, si agisce con gare mirate a singoli aspetti (ad esempio il servizio energia per la climatizzazione invernale ed eventualmente estiva), senza una visione di insieme. Questo produce un doppio effetto: i risultati conseguiti sono minori del potenziale e la distribuzione su più contratti pluriennali e sfalsati temporalmente, con fornitori diversi, della gestione delle varie utenze energetiche porta ad una oggettiva difficoltà di intervento per gli energy manager.

Per migliorare questo aspetto conviene agire in due modi: adottare un sistema di gestione dell’energia secondo la ISO 50001 e dare un mandato chiaro e forte all’energy manager. Il primo aspetto consente di gestire la riqualificazione energetica in un’ottica di miglioramento continuo e sulla base di una strategia e di un piano di azione definiti e monitorati. Ciò consente di cogliere i massimi benefici, non solo energetici, ma anche in termini di comfort, salubrità, sicurezza, manutenzione, etc. Il sistema di gestione dell’energia può essere implementato sia a livello di singola struttura (e.g. un ospedale), sia di azienda sanitaria, permettendo in tal caso di intervenire nel tempo su tutte le utenze e gli edifici.

Un sistema di gestione consente anche di mettere l’energy manager nelle migliori condizioni di operare, anche nell’ottica dei suoi rapporti con le varie funzioni aziendali. In ogni caso, sarebbe utile che le aziende sanitarie inquadrassero l’energy manager in una posizione dirigenziale, a riporto della direzione, in modo da poter assegnare a questa figura obiettivi, premi e quanto utile per stimolarne l’azione. Così come sarebbe utile che l’energy manager sia un esperto in gestione dell’energia, o possa avvalersi di collaboratori che lo siano. In assenza di un energy manager in grado di operare in modo efficace, l’azione di gestione dell’energia non può infatti che risultare imperfetta e debole.

L’ultimo punto dell’elenco si riferisce all’importanza che nelle gare di approvvigionamento di tutti i macchinari e i dispositivi che consumano energia – da quelli diagnostici all’ICT e alle macchine per le pulizie – siano inseriti criteri che spingano i fornitori a partecipare con soluzioni che minimizzino i consumi energetici e le emissioni di tali soluzioni nel ciclo di utilizzo. Bisogna infatti ricordare che la domanda complessiva di energia del settore è legata a una parte tendenzialmente in riduzione, quella legata ai servizi energetici che hanno beneficiato comunque negli anni di incrementi dell’efficienza energetica, e una spesso in aumento, quella legata alle macchine per le terapie e la diagnostica e alla diffusione di dispositivi e processi digitali. Su questo secondo gruppo è difficile intervenire a posteriori attraverso l’efficienza energetica, per cui conviene fare acquisti oculati, andando anche oltre i CAM (ossia i decreti del MASE che fissano i criteri ambientali minimi per l’acquisto di prodotti e servizi nel settore pubblico), laddove possibile (cosa che presuppone una buona conoscenza delle prestazioni dei macchinari disponibili sul mercato, ovviamente). Lo Stato, attraverso le sue agenzie, può offrire un supporto non solo migliorando i CAM, ma anche promuovendo accordi volontari con i fornitori di tecnologie in modo che mettano a catalogo soluzioni dall’impronta energetica e carbonica ridotte.

Il tema principale da affrontare rimane comunque quello dell’attenzione alla tematica dell’uso dell’energia. Le strutture sanitarie sono infatti focalizzate da anni sulla difficile sfida di tenere in piedi la prestazione sanitaria a fronte di buchi di bilancio, costi crescenti e anche una gestione delle opzioni pubblica e privata non ottimale. Sono problemi spesso presenti sui quotidiani, anche di recente, che non hanno facile soluzione, ma che vanno affrontati nel miglior modo possibile, vista l’importanza di questi servizi per i cittadini e per uno Stato che possa garantire veramente a tutti le cure necessarie. Con un po’ di buona volontà e di atti mirati, comunque, la parte energetica può senza dubbio essere amministrata in modo più efficace, contribuendo a liberare risorse utili per la parte sanitaria. Le buone pratiche non mancano, come gli energy manager preparati.

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