Multibenefici, cosa sono e come raggiungerli

di Dario Di Santo

Chi ci segue sa che sono tanti anni che parliamo di ricadute non energetiche dell’efficienza energetica, invitando gli energy manager e le imprese che offrono prodotti e servizi in questo settore a cercare di valutarle e, dove possibile, quantificarle. O forse vi suonerà più famigliare la locuzione “benefici multipli”, più accattivante ed usata, anche se formalmente meno precisa (va detto però che nella quasi totalità dei casi gli effetti positivi superano di gran lunga quelli negativi). Il dialogo continuo con energy manager ed operatori di settore ci ha confermato che l’interesse sul tema c’è già da qualche anno, almeno per le industrie di grande dimensione, per quanto con la difficoltà di quantificare queste ricadute da un punto di vista economico.

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Chi ci segue sa che sono tanti anni che parliamo di ricadute non energetiche dell’efficienza energetica, invitando gli energy manager e le imprese che offrono prodotti e servizi in questo settore a cercare di valutarle e, dove possibile, quantificarle. O forse vi suonerà più famigliare la locuzione “benefici multipli”, più accattivante ed usata, anche se formalmente meno precisa (va detto però che nella quasi totalità dei casi gli effetti positivi superano di gran lunga quelli negativi). Il dialogo continuo con energy manager ed operatori di settore ci ha confermato che l’interesse sul tema c’è già da qualche anno, almeno per le industrie di grande dimensione, per quanto con la difficoltà di quantificare queste ricadute da un punto di vista economico.

Proprio per rispondere a questa problematica abbiamo partecipato al progetto M-Benefits, nel quale è stata sviluppata una procedura per la quantificazione dei benefici multipli, descritta nell’articolo dedicato del focus di Gestione Energia di giugno 2021. Non si tratta di un processo semplice, non tanto per la procedura in sé, che anzi si presta ad estendere l’analisi multibenefici anche ad altri contesti (e.g. investimenti ambientali o nella sostenibilità), quanto per la necessità di costruire banche dati che aiutino a determinare il valore economico di voci quali il miglioramento del comfort, la riduzione dei rischi di infortuni o l’assenteismo, l’incremento di valore di un asset, etc.

I contributi di ENI, HERA e Perardi e Gresino, imprese che hanno applicato la procedura a investimenti aziendali con il supporto di FIRE, mostrano comunque che l’analisi multibenefici si può realizzare già ora e aiuta a valorizzare di più gli investimenti proposti, a presentare proposte costruite meglio in termini di analisi di rischio e di possibilità di accedere a finanziamenti esterni, e a convincere i decisori aziendali grazie al coinvolgimento delle diverse funzioni aziendali in relazione alle rispettive priorità. Del resto, anche le esperienze riportate dagli altri energy manager intervistati vanno in questa direzione.

Perché adottare l’analisi multibenefici? Le ragioni sono varie, tutte importanti. La prima è che mostra il collegamento fra uso dell’energia e core business. Ciò consente nel tempo di individuare possibili miglioramenti dei processi e facilita la capacità di ripensare la proposta di valore dei propri prodotti e servizi incorporando i temi energetici e legati alla sostenibilità. Si tratta di un elemento fondante per la decarbonizzazione dell’economia, basta vedere l’importanza che l’Agenzia internazionale dell’energia dà nei nuovi scenari al 2030 e 2050 al cambiamento di comportamenti, stili di vita e modelli di business. La seconda ragione per valutare le ricadute non energetiche dei progetti è che consente di migliorare gli indicatori economici degli investimenti in efficienza energetica, un tema di importanza crescente man mano che diventa più costoso ottimizzare processi e impianti esistenti e che il ricorso più diffuso alla generazione distribuita tenderà a ridurre i costi di approvvigionamento delle imprese (a cominciare da quelle energivore). La collaborazione fra funzioni aziendali che si instaura, infine, attiva sinergie fondamentali per rendere le imprese competitive in un periodo di forti cambiamenti in cui l’ottimizzazione dell’esistente lascia spazio a nuovi modelli di business, prodotti e servizi.

L’analisi multibenefici è inoltre importante anche a livello Paese, in quanto consente di evidenziare come un uso più razionale dell’energia si traduca in minori costi sociali grazie alla riduzione delle emissioni, climalteranti e nocive, al miglioramento del comfort dei cittadini, alla riduzione delle malattie e allo sviluppo di un sistema energetico più resiliente.

Per cercare di diffondere l’approccio sulle ricadute molteplici dell’uso razionale dell’energia in FIRE stiamo portando avanti l’approccio M-Benefits anche in altri progetti: ICCEE, il cui scopo è promuovere buone pratiche nella catena del freddo, e DEESME, che punta a sviluppare diagnosi e sistemi di gestione dell’energia più adatti alle PMI. Siamo infine disponibili per consulenze sull’applicazione della metodologia a casi aziendali o a erogare corsi di formazione anche su misura per le imprese e gli enti che volessero adottare la metodologia M-Benefits.

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