La transizione energetica vista da una ESCO

Intervista a Saverio Magni di ENERGYNET – EGE SECEM

Le Energy Service Company (ESCO) sono tra i soggetti protagonisti della transizione energetica. Abbiamo chiesto a Saverio Magni, direttore tecnico e generale della ESCO Energynet, nonché EGE certificato SECEM, di raccontarci quali sono le difficoltà che le piccole ESCO incontrano oggi, oltre ai punti a loro favore.

• Come reputa il ruolo delle ESCO nella transizione energetica?
Il ruolo delle ESCO è fondamentale nella transizione energetica, perché nelle ESCO ci sono le competenze per informare le persone sulla validità delle tecnologie e sull’importanza sempre più marcata dell’elettrificazione. C’è anche la consapevolezza che non tutto sarà possibile farlo in modo elettrico, che esistono i settori “hard to abate” dove continuerà ad essere necessaria la combustione e, quindi, la necessità di utilizzare combustibili puliti come l’idrogeno, con tutte le problematiche che si porta dietro.

• Quali sono le difficoltà che le piccole ESCO oggi incontrano?
La problematica principale per le piccole ESCO è il mantenimento della certificazione, non perché mancano le competenze, ma perché la norma per la certificazione, UNI 11352 è molto rigida sulla realizzazione dei contratti EPC. Per il mantenimento della norma servono 3 contratti EPC attivi e, ogni 3 anni, serve almeno un nuovo contratto. In questo momento però i contratti EPC sono appetibili solo per chi lavora per la pubblica amministrazione, perché l’azienda privata, che ha capitale a disposizione, ben difficilmente è interessata a farsi finanziare un investimento (che genera risparmio) da un soggetto terzo che, nella migliore delle ipotesi, si tratterrà parte di quel risparmio. Gli interventi per i quali le aziende sono interessate ad avvalersi delle ESCo sono quelli di grandi dimensioni, quelli che prevedono impegni finanziari importanti, che potrebbero davvero “drenare” risorse al business principale dell’impresa.

• Quali sono invece i punti di forza su cui fondare la fiducia del cliente?
La flessibilità, la competenza, la velocità nel rispondere alle richieste del cliente … che sono poi anche i punti di debolezza, perché nelle piccole imprese viene a mancare la ripetitività delle soluzioni: magari sono presenti degli EGE, ma in un numero molto limitato. Pertanto, il servizio che si può proporre difficilmente sarà “scalabile”.

• Vuole raccontarci brevemente una best practice in cui la sua ESCO ha fatto la differenza per il soggetto coinvolto?
Più che di caso specifico credo sia importante conoscere come noi siamo “cresciuti” nell’attivarci per supportare i nostri clienti su tutti i temi in cui viene inserito un conteggio di natura energetica. Abbiamo clienti che seguiamo a 360° su questi temi, dalla diagnosi energetica al sistema di monitoraggio dei consumi, all’ottenimento dei certificati bianchi e/o del conto termico, al calcolo delle emissioni di CO2, sia che siano obbligati sia che lo facciano in modo volontario.

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