Un energy manager per Catania: intervista a Pier Francesco Scandura

intervista a Pier Francesco Scandura –  Energy Manager del Comune di Catania

di Micaela Ancora

Ha svolto il ruolo di energy manager in 30 comuni italiani e in diverse strutture ospedaliere. Oggi è l’energy manager del comune di Catania. Pier Francesco Scandura ci racconta in quest’intervista quali sono gli interventi più significativi che ha realizzato in questi anni  e le attività che sta portando avanti per realizzare alcune CER. “Vorrei spendere una parola per altre modalità presenti all’interno del decreto CER che mi sembrano ottime opportunità: la prima per i condomini denominata autoconsumo collettivo e la seconda per gli enti pubblici denominata autoconsumo individuale a distanza. Mi sento di consigliare soprattutto alle PA di approfondire questo tipo di opportunità” afferma l’ing. Scandura.

Si ricorda che il 1° luglio FIRE presenterà  il  Rapporto ufficiale sugli energy manager nominati in Italia predisposto dalla Federazione su incarico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

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Ing. Scandura, è stato da poco nominato energy manager dal comune di Catania, con quale bagaglio di esperienze si affaccia a questa nomina?
Prima dell’esperienza sicuramente c’è la passione per le fonti rinnovabili, che è viva sin dal 1999, quando scelsi la Facoltà di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio presso l’Università degli Studi di Catania. Dopo la laurea (2004) ho conseguito nel 2009 un Dottorato di ricerca in Sistemi energetici ed Ambiente presso l’Università degli Studi di Lecce.
Dal 2009 al 2013 ho continuato un percorso di ricerca come assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Catania.
Dal 2014 ho iniziato la libera professione nel settore energetico. Nel 2015 sono stato nominato Energy Manager dal Comune di Modica.
Ad oggi ho svolto il ruolo di Energy Manager in circa 30 comuni e in alcune importanti realtà ospedaliere della Lombardia (Asst Fatebenefratell i- Sacco e Asst Pini).
L’esperienza maturata da Energy Manager sia in piccoli comuni (Ragalna, Valguarnera Caropepe) che in grandi città (Palermo, Messina, Trieste) mi permette di affrontare con una certa serenità la sfida per la città di Catania.
Chiaramente a venti anni dalla laurea e da sempre con la passione dell’energia credo di poter dare un concreto contributo alla transizione energetica dei comuni.

• Quali sono gli interventi di efficienza energetica di cui va più fiero?
Enunciare un singolo intervento mi sembra riduttivo, sicuramente gli interventi di cui andare fieri sono quelli legati a risparmi economici e ambientali misurabili per le PA.
Per fare alcuni esempi, in ambito comunale posso evidenziare  la riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione attraverso relamping con sistemi a led e contemporaneo ottenimento dei certificati bianchi (TEE); la riqualificazione di immobili comunali riguardanti interventi sia dell’involucro che dell’impianto, anche attraverso il conto termico 2.0 e sicuramente lo sforzo fatto nell’ambito della sensibilizzazione attraverso la redazione di decaloghi sui buone comportamenti finalizzati al risparmio energetico.
In ambito ospedaliero le sfide sono state altrettanto entusiasmanti, la più significativa ha riguardato la riqualificazione della centrale termica del PO Sacco di potenza di 15 MWt e l’installazione di 2 trigeneratori da 1 MWe cadauno. Sono stati ottenuti importanti risultati di efficientamento energetico e ambientale con benefici per l’intera collettività.

• Cosa ne pensa delle CER? Ha avuto modo di lavorare per la realizzazione delle stesse?
Sto lavorando alla realizzazione di parecchie CER, soprattutto per il coinvolgimento delle amministrazioni comunali.
In questo ambito la Regione Siciliana ha emanato un bando dal titolo “Promuovere la Sostenibilità energetico-ambientale nei comuni siciliani attraverso le Comunità di Energie Rinnovabili e Solidali” con l’obiettivo di costituire delle CER ai fini della lotta alla povertà energetica.
I comuni hanno ottenuto un finanziamento per lo studio di fattibilità e la costituzione della CER.
L’obiettivo della Regione Siciliana è quello di costituire le CER e poi finanziarle con contributi provenienti dalle risorse POFESR 2021-2027.
In alcuni comuni siamo già in fase avanzata, è stato predisposto il progetto di fattibilità, è stata coinvolta la cittadinanza attraverso le manifestazioni di interesse e siamo alla valutazione dello statuto della CER.
Vorrei spendere una parola per altre modalità presenti all’interno del decreto CER che mi sembrano ottime opportunità: la prima per i condomini denominata autoconsumo collettivo e la seconda per gli enti pubblici denominata autoconsumo individuale a distanza.  Mi sento di consigliare soprattutto alle PA di approfondire questo tipo di opportunità.

• Secondo lei, oggi quali sono le difficoltà che un energy manager deve affrontare?

La principale difficoltà sono quelle economiche in quanto gli energy manager non hanno potere di spesa.
Molti comuni si trovano in situazioni economiche critiche pertanto risulta difficile individuare anche piccole risorse per il tema dell’efficientamento energetico.
La spesa energetica di un ente rappresenta una quota significativa dei bilanci dell’Ente, tuttavia, nessuno parlava di energy manager prima della crisi energetica, legata prima ai cambiamenti climatici e dopo alla crisi geopolitica.
Oggi con la discesa dei prezzi dell’energia sembra che l’argomento stia tornando ad essere di minore interesse.
La cosa più complessa è far capire alla classe politica, a tutti i livelli, che la parola energia deve essere prioritaria nell’agenda politica perché se non tenuta sotto controllo può vedere i costi triplicati da un giorno all’altro come è già successo mettendo in difficoltà i bilanci degli enti.
Durante la crisi energetica il mio cellulare squillava continuamente perché tutte le PA si accorgevano che la spesa non era sotto controllo, ora che il problema sembra superato il telefono squilla molto meno.
Inoltre, viviamo ormai in perenne crisi climatica con varie problematiche in giro per l’Italia, dalla crisi idrica in Sicilia alle alluvioni al nord Italia, è chiaro che tutti gli sforzi che facciamo per efficientare i nostri immobili e le nostre infrastrutture vanno nella direzione di ridurre i gas climalteranti.

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