di Marco Rossi, EGE certificato SECEM
L’EGE non è solo il promotore di strategie lungimiranti – come evoluti sistemi di gestione, modelli basati sull’efficienza, soluzioni di autoproduzione, generazione combinata… – ma sempre più spesso diventa il punto di riferimento quando si parla di mercati energetici e di commodities. Le Aziende lo coinvolgono regolarmente per capire come muoversi e quando muoversi, chiedendo supporto nelle scelte di approvvigionamento più vantaggiose.
E, al di là della teoria e dei modelli, c’è una domanda che ritorna puntuale, semplice… e spietata:
“Quanto spenderò l’anno prossimo?”
È vero, nel nostro ambito efficienza energetica, generazione da fonti rinnovabili e autoproduzione sono il pilastro di ogni percorso sostenibile. Ma quando si parla di costi di approvvigionamento, questo non basta. Un EGE, grazie alla sua estrazione multidisciplinare, deve anche saper leggere con chiarezza i mercati energetici, interpretarli e anticiparne le tendenze. Solo così può guidare il Cliente verso scelte consapevoli, tempestive e strategiche.
- Scenario attuale: cosa sta succedendo
- L’Italia resta fortemente dipendente dalle importazioni di gas naturale. Ad oggi più del 95 % del gas disponibile arriva dall’estero.
- Viviamo in un’epoca di graduale elettrificazione diffusa, i consumi elettrici aumenteranno negli anni a venire.
- Dal lato delle fonti di approvvigionamento, l’LNG rimane cruciale: l’Italia continua a importarne grandi quantità e questo rende il mercato energetico sensibile alle dinamiche geopolitiche e agli shock internazionali, come, per altro, lo era prima dell’”era GNL”.
- Accumulo e flessibilità: ogni EGE che si rispetti intuisce che, pur essendo oggi considerati elementi marginali, diventeranno a breve temi “caldissimi”, la cui importanza è destinata ad aumentare esponenzialmente.
- Prezzi del gas naturale nel corso del 2025

Valori PSV 2025
Per farsi un’idea di come il costo della materia prima possa evolvere, ecco alcuni dati recenti:
- Oggi 17 novembre 2025 siamo vicino ai minimi degli ultimi 4 anni: 32 €/MWh.
- Fatti salvi ragionamenti di fino, si può affermare che il rapporto tra prezzo dell’energia elettrica e gas dal post crisi è ancorato attorno a 3.
- Nel corso degli ultimi 2 anni l’oscillazione del prezzo del gas (e di conseguenza dell’energia elettrica) è stata notevole.
- L’ETS – valor medio 2025 pari a 72 €/t – a cui devono sottostare i termoelettrici a gas non aiuta a contenere il prezzo dell’energia elettrica.
Questi numeri mostrano che, il costo del gas non è scontato: può tornare a salire se c’è tensione geopolitica, ma ci sono anche momenti di respiro, come quello attuale, che potrebbe rappresentare un valore di riferimento vicino a valori minimi.
- Dipendenza dal gas e formazione del prezzo elettrico
- Dipendenza da fornitori esterni: L’Italia ha pochi margini per l’auto-produzione del gas; questo ci rende più vulnerabili a shock esterni.
- LNG come driver fondamentale: L’LNG continuerà a giocare un ruolo centrale nei prezzi del gas.
- Centrali a gas come tecnologia dominante: in Italia il prezzo dell’energia elettrica è basato sul meccanismo del “SMP System Marginal Price”, dove i cicli combinati a gas sono tecnologia marginale dominante. Se è vero che il proliferare di produzione da rinnovabili tende a toglierci dal “giogo del gas” è anche vero che i consumi finali tenderanno ad aumentare spingendo così nella direzione opposta.
Con i dati attuali, è ragionevole ipotizzare una resistenza al ribasso del prezzo dell’energia elettrica: non credo che nel breve-medio termine vedremo valori “pre-2021”. Anche se il prezzo di partenza del gas, a cui i contratti di approvvigionamento del GNL sono ancorati, dovesse scendere molto (ad esempio l’“Henry Hub sulla piazza degli US), a casa nostra ci ritroveremmo comunque una molecola cara a causa dello spread strutturale costruito da diverse voci (liquefazione, trasporto, rigassificazione…).

Illustrazione con evidente scopo didattico ma utile a mostrare come anche variazioni importanti del prezzo di partenza del gas (in questo caso l’Henry Hub) abbia impatto percentuale molto inferiore sul PSV e di conseguenza sull’energia elettrica: pesa molto di più lo spread composto rispetto al costo della materia prima di partenza.
- Rischi al rialzo
Nonostante un contesto “fondamentale” (dipendenza, LNG) piuttosto stabile, non possiamo escludere:
- Speculazione: se scattano tensioni geopolitiche, i fornitori di gas o gli operatori finanziari potrebbero spingere i prezzi verso l’alto.
- Azioni politiche o regolatorie: l’Unione Europea o il governo italiano potrebbero intervenire (sussidi, tetti di prezzo, misure strategiche), ma non è detto che riescano a mitigare completamente shock importanti.
- Scorte di gas: anche se i livelli di stoccaggio sono buoni, un inverno rigido o eventi imprevisti potrebbero mettere sotto pressione il mercato.
- Scenario 2026 sui forward
Secondo le valutazioni dei fornitori, molti prezzi forward dell’energia elettrica sono “ragionevolmente confortanti” e prossimi agli attuali valori spot, il che significa che i player di mercato non vedono un nuovo picco drammatico (almeno nel breve-medio termine). Per dirla tutta… gli EGE con più esperienza ricordano che anche nel 2020-2021 si viveva un contesto simile a quello sopra descritto…
- Strategia suggerita: fissare, coprire o andare a mercato?
Alla luce di quanto sopra, la mia raccomandazione strategica è simile a quella dello scorso anno, con una importante novità:
- Non andare “tutto mercato”: esporsi completamente senza coperture è rischioso, perché uno shock di rialzo è possibile (anche se non scontato).
- Fare coperture parziali su una parte rilevante dei volumi: in base alla propensione al rischio del Cliente, può avere senso bloccare alcuni contratti forward per garantire stabilità di prezzo.
- Bilanciare la strategia: avere una parte del portafoglio “fissata” e un’altra parte esposta al mercato consente di catturare eventuali ribassi, ma anche di proteggersi da rialzi.
- Valutare contratti PPA: ecco l’importante novità. Se fino a poco fa i PPA proposti in Italia erano completamente fuori mercato dal punto di vista del pricing – posso affermare ciò offerte alla mano – oggi, nella loro complessità – ed anche qui l’EGE è spesso punto di riferimento – offrono interessantissime opportunità di fixing.











