Piscine ed efficienza energetica: disponibile il primo rapporto nazionale

di Cesare Negro

Il caro energia, i consumi idrici e l’adeguamento agli obiettivi richiesti dalla transizione energetica hanno una notevole incidenza anche sugli impianti acquatici. Da questi presupposti nasce la collaborazione tra FIRE, ForumPiscine e CONGEPI (Confederazione Nazionale Gestori Piscine), che ha portato alla realizzazione di una indagine e alla stesura del primo rapporto nazionale sul consumo energetico e idrico degli impianti natatori.

L’obiettivo centrale del lavoro è stato quello di fare il punto sulla situazione della gestione energetica delle strutture natatorie, individuare delle aree di criticità su cui avviare azioni istituzionali e definire proposte legislative, nonché reperire informazioni utili per stimolare sia i gestori che le amministrazioni locali ad attivare una gestione efficiente delle piscine.

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In particolare, è emerso che l’adozione di misure volte all’efficienza energetica e al risparmio della risorsa idrica ha un ampio margine di crescita: si pensi che il tasso di adozione di alcune soluzioni tecnologiche di comprovata efficacia è del 7% appena e non supera, per la singola tecnologia, il 20% in nessun caso. Circa il ventaglio di soluzioni tecniche disponibili, l’indagine ha evidenziato come coperture, involucri, sistemi di recupero dell’acqua e del calore, unità di trattamento aria, sistemi di pompaggio e di generazione da fonti rinnovabili abbiano tutte – seppur non in egual misura – ampi margini di sviluppo. Per ciò che riguarda automazione e digitalizzazione, le risposte fornite indicano che  solo il 12% dei gestori si è dotato ad oggi di un sistema di monitoraggio dei consumi.

Positivo invece il dato sulle diagnosi energetiche: il 54% dei partecipanti all’indagine ha, infatti, dichiarato di averne realizzata una e il 44% dei rispondenti dichiara di avere in programma interventi di efficientamento energetico in programma per il biennio successivo.

Il mix di riduzione delle presenze dovuto alla pandemia unito alla successiva crisi dei prezzi energetici ha purtroppo avuto un’incidenza rilevante – se non catastrofica – su tutti i gestori, sia in termini di redditività che di indebitamento: alla contrazione dei ricavi si è infatti unito l’aumento consistente delle bollette, con i costi dell’energia passati ad essere una delle voci più rilevanti dei bilanci. Una minoranza degli intervistati ha dichiarato di aver avuto accesso a contributi statali di natura straordinaria o di aver potuto ritoccare con gli enti concessionari i rispettivi contratti.

Vale dunque la pena di intervenire per ridurre i consumi e con essi i rischi legati a futuri aumenti dei prezzi di elettricità e gas. Investire nella riqualificazione energetica degli impianti porta anche altri vantaggi, sia per gli enti proprietari che per i gestori: si riducono le emissioni di gas serra e nocive, aumenta il comfort e la sicurezza per gli utenti delle piscine. Le condizioni debitorie di alcuni gestori, unite alla durata delle concessioni e alla difficoltà di accedere agli schemi di supporto, rendono tale passo non banale. Si pone con forza la necessità di introdurre strumenti di supporto economico e finanziario adeguati alla situazione, rivedendo nel contempo le concessioni affinché abbiano un orizzonte temporale che renda possibili questi investimenti, oltre a promuoverli.

Oltre a voler essere un punto di partenza per i decisori politici, il Rapporto può essere uno strumento di confronto per gli stessi gestori, che possono entrare in possesso di elementi chiave per auto-valutare l’efficienza delle proprie strutture e acquisire maggiore consapevolezza delle soluzioni proposte dal mercato, anche nell’ottica di un giusto indirizzo delle scelte impiantistiche future.

In chiusura, l’auspicio è che Stato e Regioni mettano sul campo incentivi economici e finanziari in grado di supportare interventi su queste strutture, gli enti proprietari definiscano concessioni che obblighino o promuovano a riqualificare le piscine, offrendo però una durata sufficientemente lunga per renderlo possibile, e i gestori mettano in campo le opportunità disponibili, conseguendo benefici gestionali e di appeal nei confronti della clientela.

Legg il Primo rapporto nazionale sul consumo energetico e idrico degli impianti natatori

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