di Jacopo Romiti
Come ogni anno, FIRE dedica il primo approfondimento di gennaio all’analisi delle principali novità introdotte nella Legge di Bilancio (legge 30 dicembre 2025 n. 199) rispetto ai temi di interesse per la Federazione e i suoi associati. Nel focus dello scorso anno, gran parte dell’attenzione era stata dedicata alla rimodulazione verso il basso delle aliquote dei principali bonus edilizi (bonus ristrutturazioni, Ecobonus, Sismabonus) e ai correttivi apportati a Transizione 5.0, misura estinta con la fine del 2025. Dalla Manovra di quest’anno arriva una (parziale) buona notizia: tutte le aliquote in vigore nel 2025 sono state “congelate” per il 2026. La detrazione per i lavori di ristrutturazione resta al 50% per la prima casa e al 36% per gli immobili diversi dall’abitazione principale. Il bonus scenderà al 36% a partire dal 2027. Tale aliquota si applicherà invece già dal 2026 su tutti gli altri tipi di immobili calando ulteriormente al 30% nel 2027.
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La Manovra conferma per il 2026 anche le due aliquote al 36% e al 50% per l’Ecobonus e il Sismabonus. Nel primo caso, si tratta di un contributo che ha come obiettivo l’efficientamento energetico ed è valido per interventi come l’installazione di pompe di calore, la sostituzione di infissi o lavori che abbiano a che fare con l’isolamento termico. Il Sismabonus, invece, sostiene gli interventi di messa in sicurezza degli edifici contro i terremoti collocati in zone a rischio sismico. Salvo anche il bonus “grandi elettrodomestici” ovvero lo sconto Irpef del 50% per l’acquisto grandi elettrodomestici ad elevata efficienza energetica con contestuale smaltimento dell’elettrodomestico sostituito.
Con la Legge di Bilancio 2026, si assiste alla dipartita definitiva del Superbonus 110%, che era rimasto in vigore solo per i lavori di ricostruzione nelle aree terremotate. Da quest’anno, non ci saranno più le detrazioni del 110% a garantire i fondi per ultimare i lavori ma un contributo diretto rilasciato dal Commissario per la ricostruzione. Le famiglie che contavano sul 110% per coprire la parte di spesa non garantita dal contributo pubblico potranno ultimare i lavori di ricostruzione della propria abitazione grazie ad un finanziamento diretto. Si tratta del sipario definitivo su sconti in fattura e cessione dei crediti, temi che hanno infiammato il dibattito pubblico nell’ultimo quinquennio.
La scelta del congelamento delle aliquote per il 2026 è da accogliere positivamente. Un ulteriore abbassamento delle soglie di detrazione avrebbe seriamente danneggiato il settore edilizio e inferto un duro colpo al processo di efficientamento energetico e messa in sicurezza degli edifici italiani. Chi segue FIRE sa quanta attenzione la Federazione ha dedicato in questi anni al tema dei bonus edilizi, cruciali per sostenere quel grande piano di rinnovamento del patrimonio edilizio pubblico e privato di cui l’Italia ha assolutamente bisogno e in assenza del quale sarà impossibile raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico che il Paese si è dato nel PNIEC. Già lo scorso anno avevamo sottolineato le criticità associate ad un ristringimento così marcato delle aliquote dei bonus edilizi. Il prolungamento delle aliquote dello scorso anno è meglio della riduzione prevista, ma riteniamo non sia soddisfacente, né razionale, in quanto non stimola interventi più utili ed efficaci, mettendo sullo stesso piano Sismabonus, Ecobonus e bonus ristrutturazione. Continueremo ad impegnarci nel senso di un miglioramento del sistema di detrazioni nel prossimo futuro, nell’ottica di favorire la riqualificazione edilizia per avere edifici più resistenti, sicuri, efficienti e confortevoli, con una migliore resa delle risorse spese.
Novità importanti arrivano dal fronte degli incentivi per le imprese, per i quali la Manovra stanzia quasi 4 miliardi sui 22 complessivi. Come già noto ai più, dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore l’iper-ammortamento in sostituzione dei crediti d’imposta Transizione 4.0/5.0. L’art. 1, commi 427-436, della Legge di Bilancio, introduce la maxi-deduzione delle quote di ammortamento per gli investimenti fatti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La norma prevede, ai fini fiscali, una maggiorazione del costo di acquisto con l’aliquota massima del 180% subordinatamente ai beni nuovi prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo. L’introduzione dell’iper-ammortamento costituisce un ritorno al passato, pur presentando rilevanti novità su diversi aspetti quali durata, perimetro oggettivo e soggettivo, modalità di accesso e vincoli applicativi.
L’iper-ammortamento non prevede maggiorazione delle aliquote per investimenti “green” o a riduzione dei consumi energetici. Pertanto, non sono più previste premialità per gli investimenti che garantiscono una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva o dei processi interessati. Contestualmente, escono di scena le semplificazioni che consentivano l’accesso automatico alle aliquote maggiorate in specifici casi (sostituzione di beni ammortizzati, progetti ESCo, impianti fotovoltaici ad alta efficienza).
Con la fine di Transizione 5.0 e il ritorno dell’iper-ammortamento, dunque, sparisce il legame tra digitalizzazione ed efficientamento energetico anche se, fra i beni agevolabili, vi sono i beni materiali nuovi strumentali all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, inclusi impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Per il fotovoltaico, con riferimento al Registro nazionale , sono ammessi solo impianti con moduli di tipo B e C, mentre restano esclusi i moduli di tipo A. La fruibilità dell’iper-ammortamento per tutti i beni (sia apparecchiature sia software) è subordinata al fatto che gli stessi siano prodotti in Stati membri dell’Unione Europea o aderenti allo Spazio Economico Europeo. Per i moduli fotovoltaici, si tratta di un vincolo particolarmente sfidante, come emerso già in Transizione 5.0, vista la preminenza sul mercato di moduli di provenienza extra-UE.
Dal punto di vista fiscale, la differenza tra il credito d’imposta e l’iper-ammortamento è sostanziale in quanto quest’ultimo opera esclusivamente come maggiorazione delle quote di ammortamento. Di conseguenza, il beneficio produce effetti solo in presenza di un reddito imponibile capiente. In caso di perdita fiscale, la deduzione maggiorata non va perduta, ma il relativo vantaggio viene rinviato agli esercizi successivi, fino al ritorno a una situazione di utile. Questo aspetto distingue l’iper-ammortamento dai crediti d’imposta 4.0 e 5.0 che, viceversa, possono invece essere fruiti anche in assenza di reddito imponibile.
Altro punto di rilievo per le imprese contenuto in Manovra è il rifinanziamento della ZES unica per il Sud che nel 2026 vale 2,3 miliardi sugli investimenti già effettuati dalle imprese e viene estesa fino al 2028. Rifinanziata anche la Nuova Sabatini per ulteriori 200 milioni nel 2026 e 450 milioni nel 2027.
L’ultimo aspetto da sottolineare riguarda l’introduzione del credito d’imposta per le imprese energivore. Le imprese a forte consumo di energia elettrica avranno a disposizione per l’anno 2026 un credito d’imposta con aliquote dal 35% al 45% per agevolare gli investimenti in beni materiali ed immateriali nuovi e strumentali all’impresa (beni rispondenti ai requisiti 4.0) effettuati dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, nella stessa misura di Transizione 5.0 2025. Il credito d’imposta è riconosciuto nel limite massimo dispesa di 10 milioni di euro per l’anno 2026 ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.
In chiusura segnaliamo la pubblicazione del programma di formazione di FIRE per il primo semestre, ricordando che ordini professionali, enti e imprese interessate a formare il proprio personale possono verificare con noi la possibilità di erogare corsi su misura in presenza o a distanza. Ricordiamo infine conferenze, convegni e webinar. Si comincia con un webinar il 29 gennaio sul valore delle rinnovabili negli approvvigionamenti energetici e con la conferenza internazionale Zero Carbon Industry in programma a Roma dal 3 al 5 febbraio di cui siamo coorganizzatori con eceee.











