L’elettrificazione come stadio attuale della decarbonizzazione

di Giuseppe Tomassetti

Per le imprese la decarbonizzazione si traduce sostanzialmente (ma non solo) nella elettrificazione degli usi finali.

Perchè elettrificare è importante e utile? Per quattro ragioni principali che spiega il vice presidente FIRE in questo articolo, estratto da un approfondimento ampio sul tema.

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Il motivo base della transizione energetico/ambientale in corso nei Paesi dell’Unione Europea, che coinvolge così pesantemente le imprese italiane, è quello di ridurre progressivamente le emissioni di gas climalteranti. Tale riduzione può avvenire sia aumentando l’efficienza nell’utilizzo dei combustibili fossili a forte contenuto di carbonio, riducendone il consumo, sia spostando i consumi su fonti rinnovabili, prive di carbonio fossile. L’efficienza è stata riconosciuta come più importante – “efficiency first” – perché oltre alle minori emissioni climalteranti, riduce il carico sulle reti di distribuzione e sulla logistica dei rifornimenti.

Per le imprese la decarbonizzazione si traduce sostanzialmente (ma non solo) nella elettrificazione degli usi finali. Perchè elettrificare è importante? Le motivazioni più rilevanti possono essere raccolte in quattro considerazioni:

-L’elettricità è più facilmente controllabile anche in piccoli consumi decentrati su diversi apparati, in siti differenti; gli impieghi finali dell’elettricità sono i più diversificati e generalmente più prestazionali degli impeghi del vapore o dell’aria compressa.

-L’elettricità è un vettore derivato che è generato da differenti fonti primarie sia chimiche (gas naturale, idrocarburi, biomasse cellulosiche, carboni, prodotti a fine vita) sia meccaniche (sole, vento, acqua in movimento), diversamente distribuite nei vari paesi; questa è considerata una situazione di garanzia per la sua disponibilità, in Italia, nel futuro.

-Le imprese generalmente si garantiscono la disponibilità di elettricità per quattro vie: un proprio impianto termoelettrico generalmente di cogenerazione di elettricità e calore, una connessione con la rete di distribuzione elettrica, un impianto da fonti rinnovabili nel proprio sito e infine un PPA, un accordo di acquisto pluriennale da un produttore da fonti rinnovabili posto nel proprio sito o a distanza. La scelta ottimale dipende da variabili in continua evoluzione, ma, una volta decisa va comunque mantenuta per un certo numero di anni per ammortare gli investimenti. Disporre di un mix di soluzioni diverse dovrebbe ridurre il rischio di fare una scelta totalmente errata rispetto ad evoluzioni impreviste.

– Avere consumi finali tutti elettrificati permette di rientrare automaticamente nei limiti della tassonomia europea per accesso ai finanziamenti. Rimarrà il controllo dell’impatto sul territorio e sulla società delle emissioni inquinanti e della produzione, aspetti più o meno rilevanti secondo il settore di attività, ma meno immediatamente percepiti rispetto alla combustione diretta.

Non va dimenticato che l’energia elettrica ha una sua grande limitazione costitutiva, la grande difficoltà di accumulare eccedenze rispetto alla domanda. La interconnessione permette efficienza e flessibilità ma rende vulnerabili le imprese da eventi esterni, siano congestioni, alluvioni, terremoti o guerre. Le reti possono avere sia buchi di tensione, sia sovraccarichi con distacchi temporanei, sia interruzioni per più giorni per eventi climatici non pienamente prevedibili. Le fonti solari ed eoliche non sono programmabili, hanno le loro variazioni giornaliere, stagionali, con più sole d’estate ma con più vento d’inverno. Il vecchio diesel di emergenza, col suo serbatoio di gasolio, può dare garanzia ma, oltre ad occupare spazio, richiede investimenti continui in manutenzione e verifiche periodiche di intervento.

Si devono aprire supporti di garanzia alla produzione sia con stoccaggi a breve, con batterie elettrochimiche e/o meccaniche, sia con stoccaggi stagionali producendo combustibili di sintesi. Dovrà occuparsene ogni impresa consumatrice o ci penseranno le imprese energetiche? Verosimilmente tutte e due. Nella fase attuale di digitalizzazione e di connessione l’indipendenza e l’autarchia sono concetti che hanno perso molto del loro contenuto, così come il vecchio detto secondo il quale mettere tutte le uova nello stesso paniere fosse una pessima idea. Le guerre non dichiarate che ci circondano stanno rilanciando i vincoli geopolitici ed il livello di competizione fra alleanze allargate. Una impresa totalmente elettrificata è nel solco sempre più profondo della globalizzazione/integrazione, dalla quale è sempre più difficile scendere e forzatamente si riducono i rapporti col contesto.

Ho analizzato le tecnologie per l’elettrificazione degli usi finali, la digitalizzazione e altri aspetti in questo approfondimento Elettrificazione dei consumi energetici nelle imprese

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