L’efficienza energetica nelle PMI: ostacoli e soluzioni

di Francesco Boccia

Le PMI costituiscono il 99% delle imprese a livello globale con un consumo di energia finale pari al 13% del totale. Investire in efficienza energetica è dunque una strada quasi obbligata, considerando i benefici legati al potenziale di risparmio che sarebbe possibile raggiungere, pari al 30% dei consumi precedentemente citati (sempre sulla base dei dati IEA).

Ma quali sono i principali ostacoli che le PMI incontrano?Quali le soluzioni? Ce lo spiega Francesco Boccia nel suo articolo.

 

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Il tema dell’efficienza energetica è sempre molto sentito a livello comunitario per due motivi:

•la sua disponibilità in ogni Paese (è il primo combustibile secondo l’IEA);

•il ruolo che svolgerà nei prossimi 20 anni in termini di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (contribuirà al 40% del loro abbattimento, sempre secondo le analisi effettuate dall’Agenzia).

Il concetto di efficienza energetica risulta importante se lo si va a considerare associato al settore delle PMI, quelle imprese che, secondo la definizione dell’Unione Europea, sono costituite da meno di 250 dipendenti e presentano un fatturato inferiore o uguale a 50 milioni di euro o, in alternativa a quest’ultimo punto, un totale di bilancio inferiore o uguale a 43 milioni di euro. Come riporta l’IEA, le PMI costituiscono il 99% delle imprese a livello globale con un consumo di energia finale pari al 13% del totale. Investire in efficienza energetica è dunque una strada quasi obbligata, considerando i benefici legati al potenziale di risparmio che sarebbe possibile raggiungere, pari al 30% dei consumi precedentemente citati (sempre sulla base dei dati IEA).

Oggi si parla di caro energia e di sostenibilità. Due temi cruciali per le imprese. Il primo perché incide sui conti economici, il secondo perché su di esso si decideranno in futuro la competitività e la possibilità di accedere a fondi di investimento, incentivi pubblici e capitali per la crescita. In entrambi i casi l’efficienza energetica è una risposta fondamentale ed efficace. Come si può fare per favorire investimenti in questo ambito?

Uno dei principali problemi che si riscontrano nelle PMI che potrebbero investire in progetti di efficienza energetica è legato al fatto che l’efficienza energetica è di solito lontana dal core business di queste realtà; inoltre, è un tema complesso e di non immediata comprensione per i non addetti ai lavori. I decisori tendono, solitamente, a privilegiare investimenti in progetti che più si avvicinano agli scopi dell’impresa. Altre difficoltà riscontrate riguardano la sfera della fiducia: fiducia tra i clienti ed i fornitori di tecnologie, ma anche fiducia nei risultati che un intervento di efficienza energetica può realmente conseguire. Una spiegazione può essere individuata nel fatto che all’interno delle PMI di solito mancano figure tecniche specializzate in questo settore. Come mai? Per rispondere a questa domanda torniamo a quanto detto prima, ossia alla distanza di questi temi dal core business dell’impresa. Un terzo aspetto da considerare riguarda la disponibilità di strumenti di finanziamento dedicati che siano stabili e facilmente accessibili.

In FIRE seguiamo con attenzione queste dinamiche così da poter sviluppare soluzioni adeguate. Grazie alla partecipazione ad alcuni progetti europei orientati all’analisi e alla risoluzione dei problemi su citati si è arrivati ad alcuni strumenti in grado di superare gli ostacoli che si frappongono fra le PMI e gli investimenti nei progetti di efficienza energetica.

Tra questi, importanti risultati si possono raggiungere grazie al modello GoSafe with ESI, sviluppato all’interno del progetto ESI Europe, in grado di ridurre il rischio associato ai progetti di efficienza energetica. Le PMI del settore privato hanno a disposizione nel modello GoSafe tre strumenti in grado di stimolare gli investimenti in efficienza energetica con una garanzia sui risultati: un contratto standardizzato con clausole prestazionali, che mette al riparo il cliente da eventuali under performance dell’impianto, garantendo quindi il risultato concordato; una validazione tecnica del progetto e dei risparmi da parte di un ente indipendente di terza parte, che permette di superare la mancanza di figure tecniche specializzate all’interno dell’impresa, dando più sicurezza al decisore nelle sue scelte; una polizza assicurativa a copertura dei risparmi definiti in fase contrattuale che interviene nel caso di mancato raggiungimento delle prestazioni da parte dell’impianto e di mancato intervento del fornitore nell’ottemperare ai suoi obblighi contrattuali. Tutto questo garantisce al cliente finale il ritorno economico definito in fase di progetto.

Un altro modo per andare a ridurre il rischio associato ad un intervento di efficienza energetica – e contestualmente comprenderne meglio i reali benefici sul core business aziendale – è quello di andare a considerare i NEB (Non Energy Be-nefits) cioè i benefici derivanti da un intervento di efficienza energetica che però prescindono dalla sfera prettamente energetica, noti anche come benefici multipli. Questi hanno ricadute positive, ad esempio, sugli aspetti manutentivi, sulla disponibilità degli impianti e quindi anche sugli aspetti produttivi; il risultato è quello di massimizzare il ritorno, anche economico, di un investimento in efficienza energetica, riducendo il tempo per il pay back e avvicinando al contempo gli effetti a questioni più vicine a quello che è il core business di una PMI. Grazie alla partecipazione al progetto M-Benefits, abbiamo contribuito alla realizzazione di una metodologia che permette di andare ad individuare e valutare anche quantitativamente i NEB associati agli interventi di efficienza energetica.

Un altro contributo allo sviluppo dell’efficienza energetica di interesse per le PMI, e non solo, del food & beverage, è quello fornito dal progetto ICCEE, finalizzato rafforzare l’efficientamento nella catena del freddo alimentare. Attraverso un approccio di tipo olistico, incentrato sull’intera catena, è possibile massimizzare i risultati ottenuti da interventi di efficienza energetica, rispetto all’approccio utilizzato sulla singola impresa, creando una sorta di simbiosi e sinergia tra i vari anelli che costituiscono la catena del freddo. Nell’ambito del progetto è stato sviluppato anche un tool che permette di valutare il potenziale impatto di un intervento di efficienza energetica, anche attraverso un’analisi del tipo LCCA (Life Cycle Cost Analysis) o andando a valutare quei benefici non energetici precedentemente citati. Massimizzare il risultato concentrandosi su azioni con ricadute positive sull’intera catena contribuisce ad incre- mentare l’interesse per la realizzazione di un in- tervento di efficienza energetica.

Nei prossimi mesi parleremo di questi strumenti in diverse occasioni, a cominciare dalla nostra conferenza annuale Enermanagement. Organizzeremo poi corsi di formazione gratuiti nell’ambito del progetto DEESME dedicati ad illustrare metodologie per effettuare diagnosi energetiche e realizzare sistemi di gestione dell’energia nelle PMI. È inoltre possibile, ancora per pochi mesi, realizzare progetti di efficientamento energetico supportati dal progetto ESI Europe, col vantaggio di ottenere la validazione dei progetti a costo nullo.

 

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