di Micaela Ancora
Sostenibilità, transizione energetica ed ecologica, decarbonizzazione. Quattro strade che si intrecciano con il principio comunitario Energy Efficiency First. Oggi si chiede alle aziende di conoscere questi concetti, di farli propri e di agire per integrarli nei loro processi decisionali e produttivi.
Ma come dovrebbero agire? Intanto, dovrebbe individuare nuovi modelli di business sostenibili, capaci di dare origine a ricchezza. A ciò si aggiunge il ripensamento del proprio energy management, che si dovrebbe basare su una stretta integrazione dell’uso razionale dell’energia con la propria produzione. Alla base di ogni azione ci dovrebbe essere la conoscenza di come è lo stato dell’azienda e quindi partire con una diagnosi energetica, studi di fattibilità ed azioni di monitoraggio, a cui si accompagnano attività di sensibilizzazione e formazione del personale, che dovrebbe sapere come l’azienda in cui lavora sta scegliendo di agire, comprendere gli obiettivi che si sta ponendo e il contributo che deve dare a seconda del ruolo che riveste.
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Scegliere di agire in questo modo potenzia la capacità delle imprese di mantenere il proprio valore sul mercato, di rimanere competitive, di contribuire a limitare i danni del cambiamento climatico, di portare beneficio economico e sociale a sé e alla comunità. Insomma, un’azienda oggi deve muoversi, con pazienza ed attenzione ma piuttosto speditamente, su quelle quattro strade.
Non è un processo semplice, spesso sembra utopia, ma bisogna pensare in grande, come fece a suo tempo un uomo, definito visionario, che disse: Io voglio che la Olivetti non sia solo una fabbrica, ma un modello, uno stile di vita. E sappiamo tutti che Adriano Olivetti rivoluzionò il concetto di fabbrica. Certo la sua rivoluzione era soprattutto legata al ruolo del lavoratore, ma il suo progetto si articolava su diversi livelli: progresso materiale, efficienza tecnica ed etica della responsabilità. Un modello che attualmente è ancora riconosciuto come uno tra i più moderni e avanzati di sostenibilità.
Oggi le aziende sono chiamate ad essere visionarie. Alcune già lo sono state e come FIRE raccontiamo in articoli, webinar, convegni o corsi, le loro storie, le scelte fatte per ridurre la domanda di energia attraverso interventi mirati anche di natura gestionale, i risultati raggiunti. Raccontiamo come hanno deciso di creare gli energy team, di nominare l’energy manager, di affidarsi a professionisti qualificati come gli EGE, di optare per una visione olistica dell’organizzazione dove le soluzioni scelte non sono solo le più immediate, ma anche quelle strategiche che consentono di massimizzare i benefici a lungo termine, sia dal punto di vista ambientale, sia economico e sociale. Ci sono quelle che vanno oltre le azioni necessarie e che considerano, ad esempio, le ricadute non energetiche dell’efficienza energetica (multibenefici). Il dialogo continuo che come Federazione abbiamo costruito con operatori di settore ed energy manager ci ha dimostrato che l’attenzione sul tema è alta, almeno per le industrie di grande dimensione. Grazie alla partecipazione al progetto M-Benefits, abbiamo sviluppato, assieme agli altri partner, una procedura per la quantificazione dei benefici multipli. Ci sono tre aziende che hanno applicato la procedura a investimenti aziendali con il supporto di FIRE: ENI, HERA e Perardi e Gresino. Hanno descritto la loro esperienza in questo focus di Gestione Energia, da cui emerge che l’analisi multibenefici favorisce la valorizzazione degli investimenti avanzati, aiuta la presentazione di proposte realizzate in modo migliore in termini di analisi di rischio e la possibilità di accedere a finanziamenti esterni. Inoltre, facilita il rapporto tra i decisori aziendali e le diverse funzioni aziendali. L’analisi multibenefici è un’azione importante per le aziende perché di collegamento fra uso dell’energia e il core business. Nel tempo aiuta ad intercettare i miglioramenti giusti per i processi e agevola la capacità di ripensare la proposta di valore dei prodotti e servizi includendo i temi energetici e di sostenibilità. Ha poi un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione dell’economia: l’Agenzia internazionale dell’energia le dà importanza negli scenari al 2030 e 2050 rispetto al cambiamento di comportamenti, stili di vita e modelli di business.
Proprio sul tema della decarbonizzazione delle imprese terremo un webinar il 15 ottobre p.v. riservato ai nostri associati. L’occasione vedrà alternarsi relatori di istituzioni di riferimento e stakeholder che evidenzieranno opportunità, aspetti normativi e politiche. Durante l’evento saranno presentati i risultati di un’indagine che abbiamo condotto per raccogliere informazioni e pareri sul tema della decarbonizzazione dei consumi nel settore civile, industriale e dei trasporti. Sono state indagate le tecnologie per la decarbonizzazione, le opportunità di finanziamento, le barriere normative, le prospettive future. Il fine ultimo dell’indagine è quello di supportare la rete degli stakeholder di FIRE nelle loro azioni legate all’energy management, veicolando e promuovendo le esigenze emerse a livello istituzionale.
Insomma, continuiamo attivamente la nostra azione di indirizzo e supporto dedicata ai nostri soci, affinché possano scegliere di essere visionari come lo era Adriano Olivetti.











