Energy manager: l’importanza di averlo in squadra

di Micaela Ancora

L’energia coinvolge ogni aspetto e ogni settore dell’organizzazione e l’energy manager, se valorizzato in azienda e messo in condizione di operare al meglio,  può essere quella figura che porta benefici in diversi ambiti. In questo articolo Micaela Ancora  evidenzia alcuni casi di successo e ricorda la scadenza di nomina prevista per il 30 aprile p.v.

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Chi ci segue sa quanto faccia la differenza per un’azienda e per un ente dotarsi di un energy manager. Per chi ancora non sa che peso può avere nella gestione dell’energia basti ricordare che nel 1991 si decise di introdurre questa figura nella legge 10/91 all’articolo 19, che il D.Lgs. 115/08 lo prevede (nel caso di soggetto pubblico obbligato alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia – energy manager – il tecnico di controparte del contratto servizio energia debba essere l’energy manager nominato), che senza di lui le aziende obbligate ad integrarlo non possono accedere al meccanismo dei certificati bianchi, come ha ricordato qualche mese fa il GSE in questa news. La lista dei campi in cui la figura è prevista e vincolante non si ferma qui.

Esempi di ottimi energy manager ce ne sono, da anni come Federazione diamo voce a chi opera sul campo e realizza interventi interessanti e potenzialmente replicabili. Molti di loro sono raggruppati in questa sezione del nostro sito: La parola agli energy manager, altri si trovano tra gli atti di convegni e webinar in cui li coinvolgiamo.

Citandone alcuni, abbiamo il caso di Poste Italiane che grazie alla buona collaborazione con i suoi energy manager ha avviato un progetto di decarbonizzazione degli immobili, completando a Padova il primo centro di smistamento postale totalmente Carbon Neutral. C’è poi la best practice di Annoni, produttore di Prosciutto di Parma, che oltre ad aver adottato un Sistema di Gestione dell’Energia – che comporta una periodica analisi energetica delle attività svolte, un monitoraggio continuo dei consumi energetici e un piano di miglioramento nella gestione dell’energia – è intervenuto sostituendo impianti tecnologici di stagionatura e coibentazione dei locali.

Molte esperienze evidenziano un tema fondamentale: l’energia coinvolge ogni aspetto e ogni settore dell’organizzazione ed il ruolo dell’energy manager è stato così valorizzato in azienda da permettergli di lavorare in condizioni ottimali e produrre benefici. CNH Industrial ha avviato, grazie al suo energy manager, azioni di sostenibilità energetica che puntano sull’integrazione delle tematiche energetiche nei processi aziendali, sul miglioramento della gestione energetica della produzione e conseguente creazione di valore a lungo termine, nonché sull’organizzazione e implementazione del sistema di gestione dell’energia al fine di allineare i risultati di risparmio energetico agli obiettivi aziendali. Inoltre, l’Energy Team costituisce un collegamento diretto tra l’Ente Sostenibilità e gli stabilimenti produttivi, per raggiungere insieme gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione. Non solo. L’azienda ha puntato sulla formazione del personale. In collaborazione con FIRE, ha erogato molti corsi da remoto sull’energia per tutti i referenti energetici degli stabilimenti presenti in tutto il mondo.

Di esempi ne abbiamo anche nel pubblico, uno fra tutti è quello del Comune di Milano che ha costituito una rete degli energy manager per operare al meglio in collaborazione e per i quali abbiamo svolto un’indagine.

Quindi avere in squadra un buon energy manager non può che portare frutti. Ricordiamo quindi che siamo in tempo di nomine. Che significa? Che – così come previsto dalla legge 10/91 – i soggetti (persone fisiche e giuridiche, come imprese, enti locali, consorzi, etc.) sottoposti all’obbligo in quanto presentano consumi annui superiori alle soglie indicate dalla legge 10/1991 (10.000 tep/anno per il settore industriale e 1.000 tep/anno per gli altri settori) devono nominare l’energy manager entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento ai consumi in fonti primarie relativi all’anno precedente. Può essere nominato anche da soggetti che non raggiungano le soglie di legge (soggetti non obbligati o volontari).

Ma quindi che compiti ha un energy manager? Primariamente quello supportare i decisori nella gestione ottimale dell’energia all’interno della struttura di competenza. Nelle grandi organizzazioni, infatti, questa figura assume un ruolo simile a quello di un dirigente con obiettivi e incentivi legati all’efficienza energetica. Può, inoltre, essere responsabile del sistema di gestione dell’energia per le aziende certificate ISO 50001. Nelle realtà più piccole, invece, si tende a nominare un professionista esterno con esperienza adeguata. In questi casi, si consiglia di affidarsi ad un EGE certificato UNI CEI 11339. Dai dati in possesso di FIRE si evince che nel 2023 gli energy manager interni certificati erano il 21% del totale interni di contro gli energy manager consulenti esterni e certificati erano il 73%. In valore assoluto il totale di nomine interne con EGE era pari a 350, quelle esterne 596.

Per chiudere, si forniscono ancora alcuni dati: le nomine pervenute in FIRE, che sotto incarico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica le gestisce, nel 2023 sono state 2.498.  Si tratta del record storico di nomine, sia per gli obbligati (1.728), sia per i non obbligati (770).

Dal 2016 le nomine vengono effettuate attraverso la piattaforma web dedicata: Nomina Energy Manager Online (NEMO).

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