Efficienza energetica: ecco come viene incentivata fuori Italia

di Jacopo Romiti e Dario Di Santo

In occasione della conferenza “Enerpolicy, politiche di supporto per l’efficienza energetica”, svoltasi a giugno scorso, sono stati presentati alcuni esempi di misure e schemi di efficienza energetica adottati da altri Paesi UE rivolti anche al settore industriale. L’analisi è stata possibile grazie alla partecipazione di FIRE al progetto europeo ENSMOV Plus, che coinvolge 14 partner provenienti da 12 diversi Paesi e appartenenti a diversi segmenti del settore dell’energia (agenzie nazionali, think thank, associazioni di stakeholder, istituti di ricerca).

Ecco illustrati i meccanismi  in questo articolo.

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In occasione della conferenza “Enerpolicy, politiche di supporto per l’efficienza energetica”, svoltasi a giugno scorso, sono stati presentati alcuni esempi di misure e schemi di efficienza energetica adottati da altri Paesi UE rivolti anche al settore industriale, oggetto della recente conferenza Enerpolicy industria organizzata da FIRE (di cui sono disponibili gli atti). L’analisi è stata possibile grazie alla partecipazione di FIRE al progetto europeo ENSMOV Plus, che coinvolge 14 partner provenienti da 12 diversi Paesi e appartenenti a diversi segmenti del settore dell’energia (agenzie nazionali, think thank, associazioni di stakeholder, istituti di ricerca).

Il progetto mira a fornire supporto agli Stati membri nell’implementazione dell’art.8 della Direttiva Efficienza Energetica e ha come oggetto l’intero ciclo delle politiche (implementazione, monitoraggio e verifica, valutazione e progettazione) con l’obiettivo di diffondere consapevolezza sulle policy al 2030.

In particolare, casi studio affrontati riguardano:

  • Francia – EEOS (Energy Efficiency Obligation Scheme) basato sui certificati bianchi (133 Mtep, 1.547 TWh);
  • Irlanda – EEOS senza certificati bianchi (11 Mtep, 129 TWh);
  • Portogallo – meccanismo a gare/aste (16 Mtep, 186 TWh);
  • Germania – programmi di investimento statali (190 Mtep, 2.210 TWh).

Fra parentesi sono indicati i consumi energetici finali nel 2022 per consentire di comprendere meglio la dimensione dei risparmi generati dai meccanismi di supporto descritti rispetto alle dimensioni del bilancio energetico nazionale e potere fare dei confronti con il nostro Paese (per il quale i consumi finali nello stesso anno erano stati pari a 111 Mtep, 1.289 TWh).

Francia

Lo schema francese è il più simile a quello italiano, in quanto basato sul riconoscimento di titoli di efficienza energetica (certificats d’économie d’énergie). I soggetti obbligati sono circa 120 fornitori di energia e i progetti ammissibili riguardano tutti i settori. Lo schema si basa su un catalogo di 218 azioni standardizzate e ha conosciuto una crescita costante in termini di certificati rilasciati. Si possono ottenere certificati anche tramite operazioni specifiche e programmi di supporto.

Il meccanismo francese è applicato soprattutto nel settore degli edifici, mentre, la quota industriale (seppur in crescita), non raggiunge il 20% dei certificati rilasciati.

Visto l’andamento crescente del meccanismo e gli eccezionali risultati conseguiti (24 TWh di risparmi prodotti nel 2021, più del doppio dell’obiettivo precedentemente fissato), il Ministère de la Transition écologique, che lo gestisce, prevede di raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica inseriti nel proprio National Energy and Climate Plan (la cui bozza è stata depositata nel 2023) interamente con questo schema.

Irlanda

Dal 2014, in Irlanda esiste uno schema obbligatorio di efficienza energetica gestito dal Governo e dell’agenzia nazionale (SEAI, Sustainable Energy Authority of Ireland). I soggetti obbligati sono 17 fra distributori/importatori e rivenditori che operano sul mercato dell’energia elettrica, del gas naturale e dei prodotti petroliferi.

L’obiettivo di risparmio dello schema è fissato annualmente, includendo due sotto-obiettivi specifici per il settore residenziale e per il contrasto alla povertà energetica.

Nel periodo 2014-2020, lo schema obbligatorio di efficienza energetica irlandese ha consentito di coprire il 60% degli obiettivi di risparmio che il Paese aveva per il 2020, pertanto, nel 2023 è stato rivisto e rafforzato in vista degli obiettivi al 2030.

Nello schema irlandese, i soggetti obbligati possono raggiungere i loro target annuali supportando gli utenti finali, le imprese o le comunità nella realizzazione di progetti di efficienza energetica. Per ogni kWh di energia risparmiato guadagnano un credito di energia per l’assolvimento dell’obbligo.

I risparmi conseguiti in settori diversi da quello residenziale pesano per l’85% dei risparmi totali ottenuti dallo schema e nel 2022 hanno riguardato soprattutto progetti nell’uso del calore e dei processi industriali.

Nella bozza di National Energy and Climate Plan 2021-2030 presentata nel 2023, l’Irlanda prevede di conseguire circa 36 GWh di risparmi energetici cumulati entro il 2030 attraverso il proprio EEOS. Considerando che l’obiettivo di risparmio energetico da conseguire al 2030 con la combinazione di EEOS e misure alternative nel NECP è fissato a 43 GWh, l’84% dell’obiettivo sarà coperto con l’EEOS. I progetti di efficienza tramite cui i soggetti obbligati possono guadagnare crediti per assolvere l’obbligo riguardano:

  • sistemi di illuminazione efficiente;
  • digitalizzazione e automazione;
  • sistemi di compressione dell’aria;
  • ottimizzazione impianti di produzione del vapore;
  • misure gestionali per efficientare i processi;
  • ottimizzazione impianti HVAC;
  • veicoli elettrici;

Portogallo

Il piano portoghese per la promozione dell’efficienza energetica (PPEC) prevede che i fondi siano messi a gara ed erogati in base alla qualità delle offerte ricevute, non solo sulla base dei risparmi conseguibili.

Il piano esiste dal 2007 e le offerte possono essere presentate da multiutility, distributori, associazioni di consumatori, comuni, associazioni di categoria, centri di ricerca e istituti di alta formazione che si identificano come “promoters”.

Lo schema prevede la suddivisione tra misure “tangibili” (installazione di apparecchiature) e “intangibili” (azioni gestionali, informative e diagnosi energetiche).

Il meccanismo a gara garantisce la competitività dei progetti che vengono valutati e finanziati se presentano un rapporto costi-benefici adeguato. Nella valutazione rientra anche la riduzione delle emissioni di gas serra, il tasso di innovazione e la capacità di superare le barriere di mercato.

I progetti finanziati dal meccanismo possono riguardare i sistemi di illuminazione, gli impianti di raffreddamento, la produzione dell’aria compressa e devono includere un piano di M&V i cui risultati vanno trasmessi al regolatore del meccanismo per certificare i risparmi conseguiti. Secondo le proiezioni, i progetti finanziati nel 2017-2018 dovrebbero produrre al 2038 un risparmio cumulato di circa 1.200 GWh.

Nella bozza di National Energy and Climate Plan 2021-2030 presentata nel 2023, il Portogallo ha un obiettivo di risparmio in termini di energia primaria di 6,74 Mtep che prevede di coprire al 35% con il meccanismo a gara/asta PPEC.

Germania

Il German Federal Support for Energy and Resource Efficiency in the Economy (EEW) è un programma governativo tedesco che mira a facilitare il raggiungimento degli obiettivi di risparmio supportando i progetti di efficientamento nei processi industriali. Contempla un’ampia platea di progetti ammissibili, dai più piccoli a quelli di dimensione più ampia.

Il programma è “SME-friendly” (il 45% dei sussidi va alle PMI). Dal 2019 sono stati investiti più di 2 mld di euro.

Dal 2023 entrano nella platea dei progetti ammissibili anche quelli di elettrificazione delle microimprese.

l programma EEW è stato introdotto nel 2019 ed è diventato il principale programma di promozione dell’efficienza energetica nell’industria del governo tedesco. Gli investimenti supportati dal programma (fino a un massimo del 45%) sono di 5 tipologie:

  • tecnologie trans-settoriali: motori elettrici, aria compressa;
  • calore di processo da fonti rinnovabili: collettori solari, biomasse, pompe di calore;
  • misure, controllo, regolazione e software per l’energy management;
  • ottimizzazione degli impianti e dei processi;
  • progetti di trasformazione degli impianti in ottica di decarbonizzazione.

Nella bozza di National Energy and Climate Plan 2021-2030 presentata nel 2023, la Germania ha un obiettivo di risparmio pari a 137,5 Mtep che prevede di coprire per intero con le misure alternative come il programma EEW.

Italia

(alcune parti del paragrafo sono tratte dalla proposta di aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima trasmessa dal MASE alla Commissione Europea a luglio 2024)

L’Italia, al fine di raggiungere il risparmio di energia finale cumulato da conseguire nel periodo 2021-2030 per rispettare l’obiettivo della EED per i regimi obbligatori si avvarrà dello schema d’obbligo basato sui Certificati Bianchi e di un set di misure alternative perlopiù già attuate, che saranno oggetto di revisione e potenziamento nei prossimi anni al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Il meccanismo dei “Titoli di efficienza energetica (TEE)” o “Certificati Bianchi” (CB), disciplinato da ultimo dal Decreto ministeriale del 21 maggio 2021, si fonda sull’obbligo imposto ai distributori di energia elettrica e gas con più di 50.000 clienti di conseguire una quantità di risparmio minima su base annuale: in particolare, i soggetti obbligati dimostrano di ottemperare all’obbligo attraverso titoli negoziabili (appunto i CB), che certificano risparmi negli usi finali di energia realizzati da soggetti terzi qualificati (un certificato equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio-TEP). L’obbligo è determinato sulla base del rapporto tra la quantità di energia elettrica e gas naturale distribuita dai singoli distributori e la quantità complessivamente distribuita sul territorio nazionale dalla totalità dei soggetti obbligati. I soggetti obbligati possono adempiere alla quota d’obbligo realizzando direttamente i progetti di efficienza energetica per i quali vengono riconosciuti i CB dal GSE oppure, in alternativa, acquistando i titoli attraverso le negoziazioni sul mercato dei CB gestito dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) o attraverso transazioni bilaterali.

Dal momento in cui il meccanismo dei Certificati Bianchi è divenuto operativo in Italia (2006) al 2021, sono stati certificati complessivamente risparmi addizionali di energia primaria pari a circa 28,9 Mtep e riconosciuti circa 57,1 milioni di titoli di efficienza energetica. Il valore annuale dei titoli riconosciuti nel 2021 ammonta a circa 1,1 milioni di TEE, pari a circa 0,35 Mtep di risparmi annuali certificati.

L’andamento del tasso di presentazione dei nuovi progetti ha subito una riduzione nel corso del triennio 2019-2022. In particolare, dal 2019 al 2020 la riduzione è stata pari al 17,51%, dal 2020 al 2021 una lieve riduzione pari al 2,97%, la riduzione del tasso di presentazione, invece, torna a crescere tra il 2021 ed il 2022 in misura pari al 31,51%. Mentre tra il 2019 ed il 2022, si registra il tasso di riduzione più elevato pari al 45,18% in meno di progetti presentati.

Per quanto riguarda la distribuzione settoriale degli interventi presentati e accolti nel triennio 2019-2022, si registra una netta prevalenza di interventi nel settore industriale, delle reti, servizi e trasporti.

I Certificati Bianchi sono emessi inoltre per i risparmi di energia generati dagli impianti di Cogenerazione ad Alto Rendimento, ivi compresi gli impianti a fonti rinnovabili e gli impianti connessi a reti di teleriscaldamento.

In termini di nuovi risparmi annuali, validi ai fini del conseguimento dell’obiettivo di risparmio da politiche attive fissato dalla direttiva EED, i certificati bianchi hanno visto nel 2021 un risparmio derivante da nuovi interventi pari a 0,113 Mtep. I dati preliminari per il 2022 mostrano un incremento dei risparmi (0,162 Mtep).

Al fine di stimare l’apporto del meccanismo dei Certificati Bianchi agli obiettivi di risparmio si valutano i risparmi di energia finale degli interventi già realizzati e promossi dal meccanismo dal 1° gennaio 2021 e quelli nuovi che si stima verranno generati negli anni seguenti e continueranno a generare benefici fino almeno al 31 dicembre 2030. In valore cumulato, si stima che tali risparmi al 2030 si attestino intorno ai 9,5 Mtep di energia finale. Se si tiene conto che i risparmi da conseguire tramite politiche attive nel periodo 2021-2030 sulla base del calcolo previsto dall’articolo 8, paragrafo 1 della EED III sono pari a 73,42 Mtep, l’incidenza dei certificati bianchi è circa del 13%.

Considerazioni

Le misure descritte sono solo alcuni esempi che ci consentono di vedere come Paesi diversi hanno affrontato il tema del supporto dell’efficienza energetica nell’industria in collegamento con quanto indicato dalla direttiva 1791/2023 sull’efficienza energetica.

Alcune considerazioni che riteniamo utile condividere:

  • gli approcci possibili sono numerosi e spaziano dai certificati bianchi ai finanziamenti in conto capitale, passando per le aste, le agevolazioni fiscali e gli schemi d’obbligo;
  • le misure di maggiore successo sono quelle su cui i Paesi promotori sono intervenuti con continuità per correggere problematiche e distorsioni, riuscendo a conseguire una crescita più o meno costante;
  • le politiche adottate dai vari Stati membri dell’UE possono offrire spunti di miglioramento, ma vanno sempre valutate con attenzione quando si provano a fare confronti con l’Italia in quanto i contesti in cui vengono applicate sono molto diversi e anche gli schemi apparentemente simili, come i CEE francesi e i TEE italiani, presentano differenze profonde nel funzionamento.

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