Di notte la ricarica si fa smart. Primi risultati della sperimentazione lanciata un anno fa da ARERA e GSE

Emanuele Regalini – Direzione Infrastrutture Energia e Unbundling di ARERA

Mario Spagnoli – Responsabile della funzione mobilità sostenibile di GSE

Ma se tutti passassero alle auto elettriche, il Paese verrebbe oscurato da continui black-out? La mia attuale fornitura elettrica di casa sarebbe sufficiente per ricaricare un’auto elettrica o dovrei cambiare contratto? Oppure, al contrario, è vero che la diffusione delle auto elettriche potrebbe aiutare la rete ad essere più bilanciata e a sfruttare anche meglio le fonti rinnovabili? Sono solo tre dei molti (leciti) quesiti che ormai da anni vengono posti a chi si occupa di mobilità elettrica in Italia.

Rispondere non è sempre facile, perché i fattori da considerare sono molti, ma da poco più di anno ARERA e GSE hanno avviato un “esperimento” che aiuterà a raccogliere nuovi dati ed esperienze, utili per fornire risposte sempre più affidabili. La cosiddetta “Sperimentazione 541/2020” sfrutta le potenzialità dei contatori elettronici che da molti anni abbiamo nelle nostre case per offrire una flessibilità che oggi può tornare utilissima: anche con un contratto da soli 2 o 3 kW, di notte o nei festivi è possibile ricaricare la propria auto elettrica ad una potenza massima di 6 kW.

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