PA: la rivoluzione energetica non si fa senza le persone, non si fa senza l’energy manager

di Micaela Ancora

Ci sono troppe pubbliche amministrazioni che ancora non nominano l’energy manager. Un dato rilevante, perché impatta sul raggiungimento di obiettivi nazionali ed europei sempre più stringenti. Tra questi, quelli fissati dalla direttiva UE 2023/1791, che dovrà essere recepita nel nostro Paese entro ottobre 2025 e che prevede tra l’altro l’estensione a tutte le amministrazioni dell’obbligo (attualmente riferito solo a quelle centrali) del 3% annuo di riqualificazione energetica del patrimonio pubblico, insieme a un obiettivo di riduzione dei consumi per il settore pubblico dell’1,9% annuo.

In attesa del Rapporto FIRE sugli energy manager, facciamo un punto di situazione. Leggi tutto

La revisione della UNI CEI 11339: nuovi compiti, conoscenze e abilità per l’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE)

di Francesco Belcastro, direttore FIRE-SECEM

A distanza di 13 anni e dopo 3 anni di lavori condotti nei tavoli CTI, è stata aggiornata la norma UNI CEI 11339:2009 relativa ai compiti e alle competenze dell’EGE. Nella nuova UNI CEI 11339:2023, oltre ad alcune novità di base che riguardano terminologia, principi, caratteristiche e requisiti relativi alla qualificazione di attività professionali non regolamentate (APNR), sono stati aggiornati i compiti rispetto alle nuove opportunità offerte dal mercato dell’energia, come per esempio quelle legate alla sostenibilità, mentre le competenze sono state sostituite dalle conoscenze, dalle abilità e dall’autonomia e responsabilità. Rispetto all’edizione del 2009, nel documento è descritta la procedura di certificazione ed alcune appendici informative (su etica e deontologia, su riferimenti legislativi, su esempi di evidenze dei lavori).

In questo articolo, scritto per INGENIO, l’ing. Belcastro spiega le novità della nuova norma. Si ricorda il webinar ad accesso gratuito sul tema che si terrà il 21 dicembre p.v. https://fire-italia.org/evento/le-novita-della-nuova-uni-cei-113392023/

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Alcune riflessioni sulla “G” e parte della “E” DI ESG

di Angelo Artale, Direttore Generale FINCO

Nei prossimi anni, ma già ora, saranno numerosissimi gli affari e le transazioni che avranno in qualche modo a che fare con i criteri di sostenibilità intesi in senso ampio; ed è una realtà con cui statisticamente una PMI su due a breve dovrà in qualche misura confrontarsi con richieste in questo senso da parte di istituti di credito, fornitori, clienti. Sebbene le PMI non siano al momento strettamente vincolate da questo aspetto, lo saranno per via interposta nell’ambito delle loro rispettive filiere e della catena del valore.

Ma come potrebbe essere definito il criterio ESG? Vediamolo in questo articolo.

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Pompe di calore ibride per edifici non ristrutturati. Una proposta di FIRE

Giuseppe Tomassetti, Dario Di Santo

Le pompe di calore hanno un ruolo fondamentale nella transizione energetica per due motivi: l’energia meccanica che aziona la pompa permette di assorbire calore ambientale esterno (aria o acqua) e di trasferirlo ad una temperatura più elevata adatta a scaldare gli edifici, ottenendo un forte risparmio di energia primaria del combustibile fossile; sono tradizionalmente alimentate da elettricità, forma di energia che progressivamente è sempre più prodotta da fonti rinnovabili.

Per ciò che riguarda le imprese italiane di settore, alcune  hanno sviluppato la proposta di impianti ibridi caldaie a gas/pompa di calore, la commutazione potrebbe avvenire, area per area, su comando del gestore della rete di distribuzione in accordo con una specifica tariffa. Ovviamente questa soluzione richiederebbe l’adozione di specifici sistemi di controllo oltre che l’evoluzione delle società di distribuzione verso un ruolo più attivo di quello svolto oggi.

Proponiamo un approfondimento sul tema a cura del Vicepresidente e del Direttore FIRE.

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Dalla crisi dell’eolico può nascere una possibile occasione per l’Italia

Giuseppe Tomassetti FIRE

Le pagine economiche dei quotidiani riportano gli aspetti di  una crisi legata alla crescita troppo veloce delle imprese che producono impianti eolici. La domanda è sempre più forte, le imprese sono spinte dalla concorrenza a offrire aeromotori sempre più grandi, con minori costi per kWh; questa situazione sta creando almeno tre motivi di crisi per le imprese produttrici.

Vediamoli insieme in questo articolo.

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La quota di fonte rinnovabile nella generazione elettrica nel 2023

di Giuseppe Tomassetti

Quest’anno il fenomeno dei cambiamenti climatici si è reso evidente a tutti gli operatori sia per i suoi picchi di temperatura sia per l’alternarsi di condizioni estreme, dalle lunghe siccità alle alluvioni improvvise su determinate aree. Sostanzialmente si sta passando ad una situazione di innalzamento delle medie di temperatura nella quale si avvicendano rapidamente fenomeni estremi. In queste condizioni la lettura dei dati mensili delle varie grandezze diventa un esercizio interessante e a farlo è l’ing. Tomasetti nell’articolo che apre la newsletter FIRE di metà novembre.

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Aziende ed energy management: importante puntare su autoproduzione, digitale ed efficienza energetica

intervista ad Omar Brinati di Iberdrola

di Micaela Ancora

In vista di ENERMANAGEMENT, l’annuale conferenza FIRE che si terrà a Milano il 30 novembre p.v., abbiamo chiesto ad Omar Brinati di Iberdrola come il Gruppo multinazionale opera per supportare le aziende nei cambiamenti dettati dalla transizione energetica e nei processi di decarbonizzazione.

Dunque, su cosa devono puntare le aziende? Autoproduzione, digitale ed efficienza energetica.

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