L’evoluzione del ruolo dell’Energy Manager in Italia

di Cesare Negro

L’Energy Efficiency First è un principio fondante della politica energetica dell’UE. Significa che l’efficienza energetica deve essere presa in considerazione dai Paesi dell’UE in tutte le decisioni politiche e di investimento prese nei settori energetici e non energetici.

Dal 1991 c’è una figura in Italia, voluta per legge, che è una opportunità per l’efficienza energetica: l‘energy manager. Ha il compito di gestire ciò che riguarda l’energia all’interno di un’azienda, un ente pubblico, o più in generale una struttura, verificando i consumi, ottimizzandoli e promuovendo interventi mirati all’efficienza energetica e all’uso di fonti rinnovabili.  FIRE ne gestisce le nomine, su incarico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ed annualmente stila un rapporto evidenziando le evoluzioni della figura sotto diversi punti di vista. L’ultima indagine della Federazione, presentata nei giorni scorsi, ha permesso di scattare una fotografia del profilo, delle attività, delle percezioni e delle aspettative degli energy manager per comprendere il livello di maturità di questa figura e individuarne esigenze ed opportunità di evoluzione. Si tratta di una fotografia che FIRE realizza usualmente ogni cinque anni per cogliere i cambiamenti del ruolo dell’energy manager, anticipata quest’anno per meglio verificare l’impatto successivo della pandemia e della crisi dei prezzi energetici, per cui la confronteremo con quella 2020.

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Piscine ed efficienza energetica: disponibile il primo rapporto nazionale

di Cesare Negro

Il caro energia, i consumi idrici e l’adeguamento agli obiettivi richiesti dalla transizione energetica hanno una notevole incidenza anche sugli impianti acquatici. Da questi presupposti nasce la collaborazione tra FIRE, ForumPiscine e CONGEPI (Confederazione Nazionale Gestori Piscine), che ha portato alla realizzazione di una indagine e alla stesura del primo rapporto nazionale sul consumo energetico e idrico degli impianti natatori.

L’obiettivo centrale del lavoro è stato quello di fare il punto sulla situazione della gestione energetica delle strutture natatorie, individuare delle aree di criticità su cui avviare azioni istituzionali e definire proposte legislative, nonché reperire informazioni utili per stimolare sia i gestori che le amministrazioni locali ad attivare una gestione efficiente delle piscine.

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Transizione 5.0: la formazione va messa al primo posto

di Jacopo Romiti

𝑻𝑹𝑨𝑵𝑺𝑰𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 5.0: l’aspetto più innovativo del nuovo piano riguarda la formazione del personale. I corsi dovranno essere erogati da soggetti esterni e non è prevista la formazione interna, come avveniva per il credito d’imposta formazione 4.0. Le imprese potranno maturare il credito d’imposta sui costi sostenuti per formare i loro dipendenti fino a un limite massimo di 300mila euro. Non solo. Transizione 5.0 rafforza decisamente l’iter di certificazione, assegnando un ruolo di controllo preminente al GSE e richiedendo ben cinque oneri documentali: due comunicazioni al GSE (ex-ante ed ex-post), due certificazioni peritali (ex-ante ed ex-post) e una relazione del revisore legale dei conti (a completamento dell’investimento). E poi? Transizione 5.0 spiegata da Jacopo Romiti.

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HNH Hospitality: ecco come riduciamo i consumi in hotel!

Francesco La Pietra, energy manager di HNH Hospitality SpA

In media un esercizio alberghiero ha consumi energetici al metro quadro molto più elevati rispetto a quelli di un edificio residenziale, in parte perché si devono offrire più servizi (es. ristorante, bar, piscina, SPA, etc.), in parte perché la richiesta del servizio è diversa. Si riporta l’esperienza di HNH Hospitality, raccontata dall’energy manager Francesco La Pietra. Il modello di Energy Management implementato si basa su un utilizzo efficiente dell’energia, coerentemente con i fabbisogni e le necessità delle strutture coinvolte e degli ospiti.

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La revisione della UNI CEI 11339: l’EGE protagonista nella transizione energetica

Dopo 3 anni di lavoro è stata pubblicata la revisione della UNI CEI 11339 relativa alla certificazione dell’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE). Ne ha parlato FIRE durante il workshop “La revisione della UNI CEI 11339: l’EGE protagonista nella transizione energetica” svoltosi durante KEY 2024.

Nel convegno si sono illustrate le modifiche presenti nella nuova norma su EQF (quadro europeo delle professioni), energy auditor e in particolare in merito ai nuovi compiti, alle conoscenze ed alle abilità che un professionista dovrà avere per arrivare alla certificazione. La parola poi ad una serie di esperienze di EGE certificati utili per dare indicazioni sulle opportunità che oggi offre tale certificazione per ridurre la domanda di energia, far fronte agli obblighi normativi ed al caro prezzi.

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