Certificati bianchi: una situazione complicata

di Dario Di Santo

Il mercato dei titoli di efficienza energetica (TEE o certificati bianchi) è salito all’attenzione delle cronache di settore negli ultimi due anni, in particolare per l’impennata dei prezzi del mercato, più che triplicati a inizio 2018 rispetto al 2015. L’incremento dei prezzi ha avuto un impatto al momento ancora contenuto sulla bolletta, ma in prospettiva può divenire preoccupante in termini di oneri a carico del consumatore finale. Ne è derivato un dibattito sull’effettiva sostenibilità economica dello schema, e il MiSE è intervenuto con un decreto correttivo pubblicato a luglio 2018, alla cui efficacia sembrerebbe legato il futuro dello schema. È utile dunque analizzare gli elementi che hanno portato all’attuale fase critica di un meccanismo fino a un paio di anni fa ritenuto estremamente virtuoso.

L’approfondimento di Dario Di Santo pubblicata sul trimestrale ENEA “Analisi trimestrale del sistema energetico italiano”

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Certificati bianchi, decreto correttivo in arrivo

di Dario Di Santo

In attesa che la Corte dei Conti dia il via libera al decreto correttivo sui certificati bianchi, vale la pena ricordarne i punti essenziali.

Il commento di Dario Di Santo pubblicato qualche giorno fa su e7 .

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Certificati bianchi: stato dell’arte, risultati ottenuti e criticità, in attesa del decreto correttivo

Il decreto sui certificati bianchi, tanto atteso, affronta bene due dei principali nodi dello schema, alla base delle difficoltà: l’addizionalità e il mercato.  Non tratta però la necessità di maggiore supporto agli operatori e, tra le altre criticità, restano le problematiche relative ai soggetti obbligati.
Questi i principali argomenti trattati dall’ing. De Chicchis, in occasione del convegno “Alta efficienza e industria 4.0” svoltosi a Padova lo scorso 10 maggio.

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Certificati bianchi: lessons learnt

di Dario Di Santo

Vale la pena continuare a tenere in piedi lo schema dei certificati bianchi o si dovrebbe ragionare più su schemi che ottengano l’efficientamento energetico come beneficio indotto e non come principale scopo (come accade ad esempio con le detrazioni fiscali e super ed iper ammortamento)? In attesa della sessione di aprile del mercato dei certificati bianchi, vale la pena di fare qualche considerazione sul principale schema di incentivazione dell’efficienza energetica in vigore nel nostro Paese.

Alcuni di questi temi verranno affrontati nella tradizionale conferenza FIRE sui certificati bianchi, che si terrà a Roma il 18 aprile p.v.

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Certificati bianchi: risultati e prospettive in attesa del decreto

di Livio De Chicchis

Lo schema dei certificati bianchi, nonostante la fase critica che sta attraversando, rappresenta tuttora il principale schema di incentivazione dell’efficienza energetica nel nostro Paese. Dal suo avvio nel 2005 fino a dicembre 2017 ha consentito di raggiungere un risparmio cumulato pari a quasi 26 milioni di tep, cui corrispondono 47,5 milioni di titoli di efficienza energetica.

L’ing. De Chicchis riassume le tappe del meccanismo, definendo le principali prospettive future in un articolo pubblicato su Qualenergia.it

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Certificati bianchi: la presentazione dei progetti

di Dario Di Santo

 

In attesa della tradizionale conferenza FIRE Certificati Bianchi – Titoli di Efficienza Energetica a portata di mano in programma a Roma il 18 aprile, si riporta un articolo dell’ing. Di Santo pubblicato ieri su Rienergia.it che analizza il tema della presentazione dei progetti di efficientemente energetico e del tasso di rigetto (alto) degli stessi.

 

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Certificati bianchi: un aggiornamento

di Dario Di Santo

Il prezzo dei TEE continua a salire mentre il valore tendenziale del rimborso tariffario, cui è legato il costo del sistema, viaggia verso i 310 euro/TEE.

Purtroppo la carenza di dati sui certificati che potranno essere emessi nei prossimi mesi non aiuta di certo a ridare stabilità al mercato. FIRE ha più volte segnalato che un meccanismo di mercato necessita di maggiore trasparenza e più dati forniti in tempo reale, pena il rischio di tensioni sui prezzi più marcate. Si spera che il rapporto annuale relativo al 2017 prodotto dal GSE, con le consuete proiezioni per il futuro, possa chiarire la situazione aiutando a comprendere cosa attendersi in vista della scadenza a maggio del termine per presentare certificati per la verifica dell’obbligo 2017.

Un aggiornamento sul mercato dei certificati bianchi scritto per Qualenergia.it.

 

 

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