L’energy manager di fronte alle sfide della digital energy

intervista a Dario Di Santo

L’energia non è solo un costo, ma una leva per la competitività presente e futura e anche per la sostenibilità. Questo uno dei temi trattati da Dario Di Santo, nell’intervista rilasciata a LUMI4Innovation, dove ha evidenziato come il settore energetico sarà toccato da ulteriori importanti cambiamenti.

 

 

 

 

 

Quale ruolo può giocare l’energy manager in questo scenario, sempre più complesso?

«Oggi ci troviamo di fronte al nuovo pacchetto di direttive sull’efficienza energetica e le fonti rinnovabili e, più avanti, si avrà la definizione del nuovo target sulle emissioni ed è destinato a cambiare profondamente, da un lato perché i target sono molto ambiziosi e difficili da raggiungere, dall’altro perché ci sono diversi cambiamenti importanti nelle direttive europee, in particolare a proposito di energy efficiency, in cui edifici e trasporti assumono un’importanza maggiore. Questo perché si richiede che il 33% della riduzione delle emissioni provenga da settori non coperti dall’Emission Trading System. Ciò è già un primo, importante cambiamento».

Cosa implica questo cambiamento in atto nell’efficienza energetica?

Significa che il raggiungimento degli obiettivi sull’efficienza energetica passerà attraverso nuove soluzioni, magari meno conosciute come può essere la riqualificazione profonda degli edifici (deep retrofit), l’individuazione di una diversa modalità di trasporto, e il modo stesso in cui viviamo. Ciò vuol dire anche rivedere le dinamiche del mondo del lavoro, concependo un maggiore sviluppo dello smart working, sfruttando le possibilità offerte dalla digitalizzazione per conferenze o altri momenti aggreganti che implicano un grande dispendio in termini di spostamenti. Richiederà la messa in atto di investimenti più importanti.

E nel mondo dell’energia a cosa assisteremo?

Il settore sarà toccato da un ulteriore importante cambiamento. Si diffonderà molto la generazione distribuita anche attraverso l’adozione di nuovi strumenti. Per l’impresa, quindi, il futuro non riguarderà solo la riduzione dei consumi, ma anche l’auto produzione dell’energia necessaria oppure acquistarla mediante contratti di medio-lungo periodo, ovvero power purchase agreement, la possibilità attraverso sistemi di energy storage, di mettere a disposizione l’energia per i servizi di capacità. In più ci saranno cambiamenti nei prodotti e servizi che avranno un’attenzione maggiore agli impatti nel ciclo di vita così come un’attenzione ai principi della circular economy. Detto questo, si aprono moltissime opportunità, ma altrettante complessità e ci sarà bisogno di contare su persone che sapranno cogliere e portare avanti questi cambiamenti. Serve quindi un cambio prima di tutto culturale e sarà necessaria una collaborazione, un’integrazione di competenze nelle mansioni aziendali.

Cosa significa tutto questo per gli energy manager?

Oggi in Italia ci sono più di 2300 energy manager, in crescendo anno su anno: è un buon segno, di attenzione crescente al tema della gestione dell’energia. Però, serve un passo ulteriore per lavorare in un contesto sempre più complesso, che significa aprirsi alla comprensione delle vere necessità aziendali. Operare interventi di efficienza energetica consegue una serie di benefici non energetici, come il miglioramento della produttività, della sicurezza, la riduzione dei rischi nella produzione, il miglioramento del comfort che ha poi implicazioni sull’uso dell’edificio e sul valore dell’asset immobiliare.

Questi valori vanno quantificati: FIRE a proposito ha avviato un progetto europeo, M-Benefits mediante cui intende quantificare e comunicare i molteplici vantaggi dell’efficienza energetica, anche attraverso iniziative di formazione. Lo scopo è allargare l’analisi energetica alla comprensione e quantificazione di questi benefici. Sarà importante mettere in risalto come l’energia non è solo un costo, ma una leva per la competitività presente e futura e anche per la sostenibilità. Uno degli strumenti per abilitare questo cambiamento è il sistema di gestione dell’energia ISO 50001 purché ben implementato.

Su che cosa dovrà puntare maggiormente?

Dovrà imparare a dialogare con gli altri professionisti aziendali e a superare la pura “tecnicità” dell’energia, ampliando le proprie vedute.

Nel nuovo paradigma energetico, smart grid ed energy community sono tendenze in atto che si aprono e creano nuove opportunità nel mondo dell’energia. Come dovrà affrontarle l’energy manager?

Si tratta di tematiche di frontiera per le competenze del professionista, anche se figure più a contatto con il comparto della generazione energetica potranno essere più facilmente coinvolte in un’ottica di energy community. In generale richiederà una collaborazione con altri professionisti.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi