Le statistiche sull’energia e la nomina dell’energy manager

di Giuseppe Tomassett

La legge 10/91 ha fissato l’obbligo per la nomina di un responsabile per l’uso razionale dell’energia alle imprese con consumi superiori a 10.000 o 1000 tep secondo i settori di attività.

Ma cosa intendiamo per consumi? L’analisi di Giuseppe Tomassetti apre la newsletter FIRE di inizio 2020.

Con l’occasione il vicepresidente FIRE ricorda che entro il 30 aprile p.v. bisogna nominare l’energy manager.

 

La legge 10/91 ha fissato l’obbligo per la nomina di un responsabile per l’uso razionale dell’energia alle imprese con consumi superiori a 10.000 o 1000 tep secondo i settori di attività.

La definizione dei consumi di energia risponde da molto tempo a precise regole, codificate già nel bilancio energetico nazionale o BEN, poi reinquadrate nelle procedure EUROSTAT della UE.

Si parte dalle fonti primarie di energia, quelle presenti in natura come i carboni, i petroli, i gas naturali, la legna, il vento, la gravità dell’acqua che cade. Si passa poi all’industria dell’energia che accumula alcune fonti per distribuirle a tempo debito (es gas naturale, legna) e/o le trasforma in vettori energetici (il coke, le benzine, i gasoli, l’elettricità, il vapore, etc); molti vettori come il metano, l’elettricità e il calore del teleriscaldamento, sono distribuiti agli utilizzatori, tramite reti di tubazioni o di cavi. 

Le trasformazioni e la distribuzione dei vettori provocano perdite e consumi, l’insieme delle attività delle industrie dell’energia assorbono circa il 30% delle fonti primarie.

Gli utilizzatori usano i vettori sia consumandoli per loro necessità (scaldarsi, muoversi, divertirsi), sia per fabbricare altri oggetti (auto, mobili, libri, costruzioni) nei quali rimane parte dell’energia utilizzata. Questi sono gli usi o consumi finali: ad essi probabilmente pensavano i legislatori nel formulare il vincolo di obbligo alla nomina di un responsabile; restava però poi la individuazione di una procedura semplice e rapida con la quale riassumere in un unico dato tutte le diverse forme di energia utilizzati da un singolo soggetto. 

Sommare cose diverse richiede una regola condivisa, possiamo sommare “pere” con “mele” purché poi le indichiamo come “frutta”. La tabella proposta inizialmente per comunicare la nomina, sommava l’energia chimica dei combustibili con l’energia meccanica dell’elettricità attraverso il fattore 2200 kCal/kWh, sceso poi a 1870 kCal/kWh per tener conto dell’evoluzione del settore termoelettrico.

In questi trenta anni l’articolazione delle forme di energia è molto evoluta, il sistema si è decentralizzato, l’industria dell’energia si è mescolata con gli usi finali, attraverso la diffusione della cogenerazione (oggi più rilevante della produzione per la rete), l’uso delle fonti rinnovabili e la valorizzazione dei reflui (economia circolare). Individuare i consumi interni effettivi è oggi una operazione complessa che richiede diagnosi e formulari ISTAT specifici, non più proponibile per le indicazioni della nomina del responsabile ai sensi della legge 10/91. 

Su queste basi il portale predisposto da FIRE, per conto del Ministero Sviluppo Economico, per la comunicazione della nomina annuale del responsabile dell’uso razionale dell’energia, propone una formulazione schematica della valutazione della quantità di energia “gestita”, comprendente tutte le varie fonti ed i vari vettori in ingresso nell’impresa, quantità sulle quali il responsabile dovrebbe poter operare e che può essere trasformata, consumata o ceduta a terzi; il passaggio dalle singole voci al dato globale è effettuato dal portale. 

L’attenzione è sulla “gestione integrata”, non più sulla sola fase dei “consumi”; questo criterio di calcolo porta, ovviamente, per alcuni settori, quali chimica e la metallurgia a valori più elevati di quelli del BEN tradizionale.

Con l’occasione si ricorda che con il 2020 si apre un nuovo anno di nomine. L’energy manager è sempre più una figura chiave per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico nelle imprese e negli enti. Con il crescere  dell’attenzione di imprese ed enti verso una gestione ottimale dell’energia e delle altre risorse tale figura professionale deve essere considerata una risorsa fondamentale per trasformare questa attenzione in azioni concrete.

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