I regimi obbligatori per l’efficienza energetica a livello europeo

di Livio De Chicchis

Si è tenuto lo scorso 25 aprile a Parigi il workshop Energy Efficiency First: Expanding markets through obligations, evento organizzato da ECEEE in partnership con GEO PLC, al quale FIRE ha partecipato portando l’esperienza del meccanismo italiano dei certificati bianchi.

A seguito dell’evento l’ing. De Chicchis ha riportato risultati e commenti nell’articolo di apertura della newsletter FIRE di metà maggio, che riportiamo di seguito.

 

 

I regimi obbligatori per l’efficienza energetica rappresentano lo strumento principe per conseguire gli obiettivi che ci si è prefissati al 2030. A tale proposito, negli ultimi dieci anni il numero di schemi d’obbligo è quadruplicato a livello mondiale, andando a coprire anche Paesi quali Cina, Australia, Canada e Brasile, oltre a gran parte degli Stati membri dell’Unione Europea. Nello stesso lasso temporale, la quantità di investimenti pubblici, in termini di milioni di euro annui, attivati grazie ai regimi d’obbligo è cresciuto di sei volte a livello mondiale, con l’Europa che ha contribuito in maniera importante a questa spinta. 

Regno Unito, Francia e Danimarca hanno, insieme all’Italia, i più longevi schemi d’obbligo in vigore nella UE. I meccanismi italiani e francesi coprono tutti i settori – con un focus sull’industria il primo e sugli edifici il secondo – mentre lo schema inglese è dedicato esclusivamente al settore residenziale, con attenzione particolare agli utenti in fuel poverty. Il caso danese è interessante, in quanto il sistema d’obbligo sta evolvendo in questi anni verso un sistema basato su gare competitive, che verrà avviato nel 2021. In questo sistema le terze parti coinvolte (società di servizi energetici in primis) potranno competere liberamente per garantire i risparmi energetici a un costo minore.

Tra gli schemi emergenti, l’Irlanda ha adottato un approccio di misure alternative che include obblighi in capo ai fornitori di energia. Il target totale di risparmio è suddiviso tra settore non residenziale, cui è assegnata la percentuale maggiore, settore residenziale e utenti in fuel poverty; gli obiettivi sono stati tutti conseguiti negli ultimi anni a livello di singolo settore. 

Tra i temi del dibattito, è stata sottolineata da tutte le parti la centralità dei regimi d’obbligo per stimolare gli interventi di efficienza energetica e di riqualificazione, nonché per la qualificazione degli attori che partecipano al mercato dell’efficienza energetica. L’ultimo pannello di discussione è stato poi incentrato sulla necessità di ulteriori sistemi di finanziamento al di fuori degli schemi d’obbligo: è evidente che prima di pensare a nuove soluzioni, è prioritario gestire e far funzionare al meglio quelle che già si hanno a disposizione. Il caso italiano dei certificati bianchi è emblematico in questo senso, avendo prodotto risultati eccellenti per oltre dieci anni, tanto da divenire una best practice a livello europeo, per poi andare in crisi negli ultimi anni a causa (non esclusiva) di errori in fase di regolamentazione e gestione.

A tale proposito, rimanendo nel nostro Paese, stanno proseguendo le azioni istituzionali per dare nuova linfa al meccanismo. Lo scorso 3 maggio è stato emanato dal MISE, di concerto con il MATTM, il decreto di approvazione della Guida operativa sui certificati bianchi, redatta dal GSE in collaborazione con ENEA ed RSE. La guida contiene alcuni chiarimenti operativi per la presentazione dei progetti e le guide settoriali per i settori vetro, ceramica, carta, plastica, energia termica e frigorifera e servizio idrico integrato; il decreto aggiorna, inoltre, la tabella recante le tipologie progettuali ammissibili al meccanismo dei Certificati Bianchi. Infine, è stata pubblicata l’attesa guida che definisce le modalità per l’emissione e il riscatto dei cosiddetti “titoli allo scoperto”, tappa importante in vista della scadenza dell’anno d’obbligo il prossimo 31 maggio.

Si segnala infine che MiSE e GSE hanno avviato gli incontri con le associazioni di settore comunicati nei mesi passati. FIRE ha partecipato il 20 maggio al primo di questi, portando il proprio contributo per individuare soluzioni in grado di migliorare lo schema dei TEE. 

Ricordiamo che sono dispnibili sul nostro sito web (www.certificati-bianchi.com) gli atti della conferenza FIRE sui certificati, che riportano anche i risultati della sessione FAQ condotta dal GSE.

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