Certificati bianchi, “schema ancora vivo ma servono altre migliorie”

di Livio De Chicchis

In vista della Conferenza annuale FIRE dedicata ai certificati bianchi del prossimo 10 aprile, FIRE ha tracciato, in un articolo pubblicato su Staffetta Quotidiana, un’analisi sullo schema basata anche su un’indagine conoscitiva avviata tra i propri associati e tra gli energy manager.

 

 

 

 

Mai come in questa fase osservando il meccanismo dei certificati bianchi si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un vero e proprio spartiacque che può condurre ad una ripresa del principale schema di incentivazione del nostro Paese o, nella peggiore delle ipotesi, ad un suo inevitabile declino che si trascinerà fino al 2020, attuale termine temporale dei target nazionali di risparmio fissati. Considerata la prevedibile difficoltà nel trovare uno schema alternativo in grado di fungere da traino per raggiungere gli obiettivi fissati dall’articolo 7 della EED, il ragionevole auspicio è che a prevalere sia la prima ipotesi.

In questa direzione si incanalano anche i commenti raccolti da FIRE all’interno di un’indagine conoscitiva sullo stato attuale del meccanismo, condotta tra i propri associati e gli energy manager. Un grande fetta di questi operatori prevede di presentare progetti nei prossimi mesi, accordando rinnovata fiducia a un incentivo che nel recente passato spesso e volentieri non è stato in grado di ripagare le loro aspettative, tanto da finire costantemente fuori dai business plan aziendali. Lo schema viene quindi considerato ancora vivo, a patto che vengano apportate ulteriori migliorie rispetto a quanto già introdotto dal decreto correttivo dello scorso maggio. Un ruolo chiave nel “rinascimento” del meccanismo dovrà inevitabilmente essere interpretato dal GSE in termini di supporto agli operatori, istituzione di tavoli di lavoro con i vari stakeholder e riduzione del contenzioso che attualmente ha raggiunto livelli insostenibili per le parti in causa; l’approccio promesso dal nuovo vertice vuole perseguire questi obiettivi ed i primi segnali di apertura possono essere già colti con un’impostazione più aperta al confronto e la pubblicazione dei primi documenti di supporto.

A queste prospettive ottimistiche si contrappone la situazione attuale del mercato dei TEE. In termini di prezzo, il tetto massimo al contributo tariffario posto dal D.M. 10 maggio 2018 ha avuto il logico effetto di interrompere il rally in corso, unitamente all’emissione dei cosiddetti titoli virtuali, misura questa (auspicabilmente emergenziale) che dovrà necessariamente essere chiarita nelle prossime settimane visto l’avvicinarsi della scadenza dell’anno d’obbligo. Il confronto tra i target in termini di TEE e i titoli emessi è però ancora lì a dimostrare come i problemi strutturali del meccanismo siano ancora lungi dall’essere superati.

Come evidenziato dalla figura, le emissioni di titoli hanno subito una costante riduzione negli ultimi tre anni, sia per le regole stringenti introdotte dal D.M. 11 gennaio 2017, poi parzialmente ridimensionate dal decreto correttivo, che per gli effetti diretti e indiretti (vedasi contenzioso) delle ormai tristemente famose truffe perpetrate ai danni dello schema. Ovvia conseguenza di questo mercato corto è stata la crescita del residuo da colmare sui target annui, tanto che per la prima volta nel 2018 l’ARERA ha calcolato che l’obiettivo minimo, somma del 60% di quello annuo e del residuo in scadenza, abbia superato l’obiettivo annuo definito dai decreti. In linea con ciò, per lo stesso anno il GSE ha stimato all’interno dell’ultimo rapporto annuale sul meccanismo come il computo dei TEE derivanti da progetti non sia sufficiente a garantire l’adempimento dell’obbligo minimo; in tale scenario andrebbero tuttavia considerati anche quei risparmi non addizionali generati da progetti già presentati ai sensi del D.M. 11 gennaio 2017 che a seguito delle disposizioni del decreto correttivo potranno essere remunerati e conteggiati.

Di queste tematiche si parlerà nel corso della tradizionale conferenza annuale FIRE che si terrà il prossimo 10 aprile a Roma. I risultati del meccanismo ed i principali elementi di attenzione verranno illustrati dal GSE stesso, che approfondirà le tematiche connesse alla valutazione dei progetti nella sessione pomeridiana dedicata alla discussione, e ci sarà spazio per un confronto tra i principali stakeholder del settore su possibili proposte di miglioramento per accelerare l’auspicata ripresa dello schema.

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