Efficienza energetica e generazione distribuita: l’era dei prosumer

di Dario di Santo

L’efficienza energetica e le fonti rinnovabili giocheranno un ruolo primario nel raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Combinate insieme risparmio energetico e generazione in loco con autoconsumo rappresentano la migliore soluzione possibile, portando benefici al singolo e alla collettività. Presentano però differenze importanti che rendono questa unione non scontata: una diversa complessità (l’efficienza richiede competenze diffuse, tipiche ad esempio degli energy manager, e strumenti mirati, come i sistemi di gestione dell’energia) e target separati (che possono spingere a politiche non sinergiche). Per conseguire uno sviluppo armonico giocheranno un ruolo essenziale le politiche, da improntare al principio energy efficiency first, e la diffusione di idonei strumenti di mercato: sistemi di gestione dell’energia, modelli di business, accordi volontari, regole di mercato per promuovere l’autoconsumo, etc.

La presentazione di Dario Di Santo esposta in occasione del convegno FIRE/ELETTRICITA’ FUTURA “Prosumer: generazione ed efficienza alla luce del PNIEC”

Come stimolare gli interventi di efficienza energetica?

di Daniele Forni

Stimolare gli investimenti in efficienza energetica attraverso l’assicurazione del risparmio energetico è uno dei punti forti del modello ESI, strumento che ha come obiettivo quello di creare fiducia tra clienti, fornitori di tecnologia e banche, riducendo il rischio percepito degli investimenti.

L’ing. Forni ha illiustrato le caratteristiche di ESI in occasione del convegno “Efficienza Energetica e Sostenibilità nel Settore Turistico” svoltosi a Ragusa lo scorso 8 ottobre.

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Energy manager ed EGE, due professioni chiave per l’energia e la sostenibilità

di Francesco Belcastro

L’efficienza energetica è un tema complesso, non si può pensare di aumentarla riducendo i soli consumi, va vista come un insieme d’azioni: eliminare gli sprechi, utilizzare quanto più possibile tecnologie efficienti integrandole con l’utilizzo delle fonti ad energia rinnovabili, ripensare prodotti e servizi e gestire in maniera efficiente le risorse.Particolare attenzione va posta ai temi ambientali collegati all’energia e all’economia circolare: l’efficientamento deve avere una connotazione green.

Sono molte le professioni emerse in questi anni e a queste sarà dedicato il convegno “Lo sviluppo delle professioni per l’energia e la sostenibilità”, organizzato da FIRE il 7 novembre a Rimini Fiera (14:30 – 17:30 Sala Gardenia Hall Est) in occasione della terza giornata di Key Energy 2019.

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Riduzione dei consumi: quali priorità?

di Dario Di Santo

Secondo la banca dati Odyssee, che va a decomporre la riduzione o l’aumento dei consumi energetici in funzione delle varie componenti (e.g. andamento dell’economia, clima, struttura della produzione industriale, etc.), dal 2000 al 2015 l’Italia ha registrato un calo dei consumi nell’ordine dei 9 Mtep e parallelamente una diminuzione dei consumi legati all’efficienza energetica nell’ordine di 20 Mtep.

Quest’ultimo dato va però a bilanciare quantitativamente tre elementi collegati a un aumento dei consumi:l’inefficienza dei sistemi, la variazione degli stili di vita, la variazione demografica nel nostro Paese. L’articolo di apertura della newsletter FIRE di fine settembre a firma Dario Di Santo Leggi tutto

Cultura dell’energia ed energy managerer

Intervista a Dario Di Santo

La decarbonizzazione richiesta dall’Accordo di Parigi sul clima non può che passare attraverso un cambiamento comportamentale rilevante. Non basterà infatti efficientare l’uso delle risorse in ottica politiche correnti. Occorre insistere con l’informazione e la formazione, per diffondere sempre più una cultura dell’energia e qualificare i professionisti e gli operatori di settore. Fra questi, un ruolo importante lo ricopre l’energy manager.
Ne abbiamo parlato con Maurizio Melis nell’intervista radiofonica su Smart City, la trasmissione di Radio 24, il 26 giugno.
Oltre a parlare di energy manager, l’occasione è servita anche per presentare la nuova edizione del Premio per energy manager FIRE, il cui bando è al momento aperto, e per ricordare come l’intelligenza artificiale, insieme all’analisi dei big data e agli sviluppi dell’internet of things, può già oggi consentire di conseguire risparmi energetici consistenti con investimenti limitati.

Quale strategia energetica per l’Italia

Non si può che essere soddisfatti che sia la nuova Commissione Europea, sia il nuovo Governo nazionale abbiano messo al primo posto la sostenibilità e un nuovo corso verde. L’evoluzione del clima, evidenziata dalle relazioni dell’IPCC, ma ormai anche dai fenomeni che toccano il nostro quotidiano vivere, non può che spingere verso passi decisi in tale direzione. L’impressione però è che il compito sia molto più arduo di quello che appare.

L’articolo di apertura della newsletter FIRE di metà settembre, a firma di Dario Di Santo, delinea considerazioni ed analisi sulle strategie energetiche per l’Italia.

 

 

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Rapporto Energy manager: oggi presentato al MiSE

   

Continua il trend di crescita degli energy manager nominati dai soggetti obbligati, che si aggira intorno all’ 8% in cinque anni. Nel 2018 le nomine sono state 2.353. Di queste 1.589 sono relative ad energymanager nominati da soggetti obbligati e 764 da soggetti non obbligati.Capofila tra i settori è sempre il terziario (con 483 nominati), seguito a ruota dall’industria (432 nomine), ultima la Pubblica Amministrazione che registra addirittura una diminuzione rispetto al 2017: meno della metà delle città metropolitane ha inviato la nomina, i capoluoghi di provincia che hanno nominato un energy manager sono invece 31 su 116. I comuni non capoluogo presenti sono solo 58. Il tasso di nomine relative alle regioni è pari al 35%, mentre va peggio per le province con un basso 20%.

Scarica il Rapporto Energy Manager 2018