Vincono il premio energy manager 2019 i nominati del Gruppo Gavio, Gruppo Hera ed IVECO. Menzioni speciali per gli energy manager di Acquedotto Pugliese e Agenzia Spaziale Europea

Per il 2019 sono 3 i professionisti che hanno ritirato il Premio energy manager consegnato da Maurizio Melis di Radio 24 e da Giuseppe Tomassetti, vice presidente di FIRE. La premiazione è avvenuta in occasione di ENERMANAGEMENT XII, conferenza dedicata all’energy management, alla gestione delle risorse ed al core business.

I vincitori sono Giovanni Silva di Gruppo Gavio, Giorgina Negro di Iveco, Claudio Palmieri di Gruppo Hera. La Federazione ha deciso di attribuire anche due menzioni speciali a Giuseppe Rizzi di Acquedotto Pugliese ed a Maurizio Della Fornace dell’Agenzia Spaziale Europea in quanto public company che si sono distinte per le attività svolte.

Hanno ritirato il premio al posto dell’energy manager vincitore: Margherita Cumani di Gruppo Hera, Antonio De Leo di Acquedotto Pugliese e Michele Peradotto di Gruppo Gavio.

In occasione dell’assegnazione del premio Giuseppe Tomassetti, vicepresidente della FIRE ha ricordato che “la figura dell’energy manager, così come si è sviluppata in Italia in questi tre decenni a partire dal 1991, ha avuto una funzione strategica per l’evoluzione dell’uso dell’energia nelle grandi imprese che abbraccia i meri aspetti di riduzione dei costi fino al divenire un canale di crescita dell’impresa in una competizione sempre più interconnessa. L’energy manager ha basicamente il compito di individuare le azioni per usare meglio l’energia, attraverso interventi di riqualificazione energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili e cogenerazione e di fare in modo che l’impresa li faccia propri. Soprattutto, se inserito nell’ambito di un sistema di gestione dell’energia (ISO 50001), l’energy manager nel tempo acquisisce anche la capacità di aiutare gli imprenditori a individuare nuove opportunità di business nell’ambito della green economy e della richiesta di prodotti e servizi a minore impatto energetico e ambientale e quella di coinvolgere i dipendenti aziendali in questa trasformazione. Gli impegni che I’Italia ha preso negli accordi per il controllo del clima da semplici vincoli possono divenire occasioni di crescita di ruolo. I dati elaborati da mostrano una crescita nei numeri, e, soprattutto, nel ruolo. I premi assegnati oggi sottolineano l’opera di alcuni energy manager provenienti da diversi settori. Confidiamo che possano stimolare sempre più imprese a dare spazio e risorse a energy manager preparati e qualificati.

Certificati bianchi: il Tar annulla il cap. E ora?

di Dario Di Santo

La recente sentenza del TAR della Lombardia di accoglimento del ricorso presentato da alcuni distributori sul tema del cap al contributo tariffario (introdotto dal MiSE con il D.M. 10 maggio 2018 per dare un freno alla corsa al rialzo dei prezzi del mercato dei certificati bianchi ed evitare che i costi dello schema diventassero insostenibili) agita ancora di più le acque in cui navigano i TEE.

Riportiamo il commento di Dario Di Santo pubblicato su Staffetta Quotidiana.

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Strumenti per l’efficienza energetica nel settore alimentare

di Livio De Chicchis

 In occasione di mcTER 2019, l’ing. De Chicchis ha illustrato quali sono gli strumenti per l’efficienza energetica nel settore agroalimentare, a partire dalla contrattualistica fino alle soluzioni per la catena del freddo.

In particolare ha evidenziato quelli che sono gli ostacoli che impediscono alle imprese – soprattutto alle PMI – di investire in efficienza energetica ( che riguardano soprattutto la mancanza di fiducia e di strumenti di finanziamento stabili e accessibili), introducendo eventuali soluzioni che si possono adottare per superarli.

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Direttiva efficienza energetica: raccomandazioni e strumenti per il recepimento

di Livio De Chicchis

Il 2020 sarà l’anno dedicato al recepimento della direttiva efficienza energetica 2018/2002. In vista di ciò, la Commissione Europea ha pubblicato lo scorso 25 settembre tre raccomandazioni (2019-1658, 2019-1659, 2019-1660) per aiutare gli stati membri in questa fase. 

Cosa dicono? Ce lo spiega l’ing. De Chicchis nell’articolo di apertura della newsletter FIRE del 31 ottobre.

Serve una carbon tax?

di Dario Di Santo

Negli ultimi tempi si sente parlare con crescente interesse di carbon tax, sia a livello europeo, sia nazionale, con diverse organizzazioni che propongono la tassazione sul carbonio come strumento per promuovere la decarbonizzazione. Il ragionamento di base è semplice: gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra sono ambiziosi da conseguire ed è difficile pensare di raggiungerli a condizioni attuali senza mettere in campo risorse consistenti. Risorse che una carbon tax potrebbe consentire di raccogliere, stimolando nel contempo efficienza energetica, fonti rinnovabili e cambiamenti comportamentali.

Ma serve davvero una carbon tax?

L’analisi e le considerazioni di Dario Di Santo racchiuse nell’articolo pubblicato sul portale Qualenergia.it

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